18 settembre 1970. 50 anni moriva Jimi Hendrix il più grande chitarrista del rock

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La mattina del 18 settembre 1970, colui che presto sarebbe stato unanimemente riconosciuto come il più grande chitarrista della storia del rock morì per asfissia causata da una overdose di barbiturici al Samarkand Hotel di Londra, aveva 27 anni. La passione per la chitarra era cominciata presto per il giovane James Marshall che già alla metà degli anni Cinquanta, quando frequentava la Horace Mann Elementary School di Seattle, non si separava mai da una scopa con cui faceva finta di suonare, tanto da attrarre l’attenzione dell’assistente sociale che inutilmente cercò di convincere la scuola a fornire al piccolo James una chitarra vera. Fu un ukulele con una corda sola, trovato mentre aiutava il padre nello sgombero di una cantina, il suo primo strumento. Era il 1957 e Jimi cominciò così nota per nota a imparare a orecchio le prime canzoni, in particolare era ossessionato, e non era l’unico in quel momento, da “Hound Dog” di Elvis Presley. Nel 1958, all’età di 15 anni, Hendrix acquistò per 5 dollari la sua prima vera chitarra acustica e passava le giornate a ascoltare e copiare musicisti come Muddy Waters, B.B. King, Howlin’ Wolf che proprio in quegli anni stavano portando a un pubblico più ampio il blues sbocciato nel Delta del Mississippi prima della guerra. La prima melodia che imparò a suonare fu il tema del telefilm “Peter Gunn” scritto da Henry Mancini.

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