22 marzo Giornata Mondiale dell’Acqua

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L’associazione LVIA ci richiama a non dimenticare la crisi idrica e climatica che provoca epidemie nel mondo

In questo momento drammatico per l’umanità, sentiamo di essere parte di un’unica comunità globale, la comunità umana. Studi scientifici ci dicono che lo scoppio della pandemia da corona virus, così come altre epidemie scoppiate nel passato, è collegata al modello insostenibile di sviluppo che stiamo perseguendo. Il campanello d’allarme è ormai da tempo la crisi climatica.

C’è uno stretto legame tra la perdita di biodiversità, deforestazione, cambiamenti climatici, le alterazioni degli habitat naturali e la diffusione delle malattie trasmesse dagli animali all’uomo e di cui anche l’attuale coronavirus, che è diventato pandemia, fa parte.

In quest’ottica, il tema di quest’anno della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo), “Acqua e cambiamenti climatici” si presenta come di forte attualità e urgenza. Come si legge sul sito della Giornata, le Nazioni Unite fanno presente che “L’acqua è il mezzo principale attraverso il quale sentiremo gli effetti del cambiamento climatico. La disponibilità di acqua sta diventando sempre meno prevedibile in molti luoghi, le siccità sono più frequenti, così come le inondazioni che minacciano di distruggere i punti d’acqua, le strutture igienico-sanitarie e di contaminare le sorgenti”.

“Acqua è Vita” sono le parole che meglio rappresentano l’impegno dell’associazione di solidarietà e cooperazione internazionale LVIA sul tema, e che danno il titolo alla storica campagna dell’associazione. Le attività vanno dal migliorare l’accesso all’acqua e garantire i fondamentali servizi d’igiene, che nel solo 2019 hanno migliorato le condizioni di vita di più di 130mila persone in Africa, all’impegno nei nostri territori per educare e sensibilizzare al valore dell’acqua ed al rispetto della nostra Terra, anche con l’adozione di semplici ma significative buone pratiche di comportamento.
Gli impatti della crisi climatica li abbiamo visti ultimamente in modo forte in Kenya, come ci ha raccontato il rappresentante paese di LVIA Emiliano Cesaretti: dopo una grave siccità che è perdurata diversi mesi, le popolazioni sono state colpite da violente inondazioni che hanno, tra l’altro, danneggiato le infrastrutture idriche privando la popolazione di acqua e di condizioni igieniche sicure. LVIA è impegnata nel nord del Kenya, come in altri paesi dell’Africa Subsahariana, per fornire l’accesso all’acqua pulita e sicura, fonte di vita per le persone e per gli animali, ma anche fonte di igiene e di salute. A queste iniziative si affiancano campagne di sensibilizzazione in vari paesi africani per l’uso sostenibile dell’acqua e l’adozione di idonee pratiche igieniche, puntando soprattutto sul lavaggio delle mani con distribuzione di sapone e spiegazione ai bambini di come e quando lavarsi le mani, cosa che possono fare con l’acqua a disposizione.
«Covid 19 è emergenza planetaria ma non dimentichiamoci di crisi che affliggono tanti paesi e purtroppo ancora oggi creano centinaia di migliaia di morti ogni anno. Questa crisi ci insegna più che mai che siamo tutti connessi» conclude Italo Rizzi, direttore strategico di LVIA

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