LOCARNO. Da quattro giorni sulle rive nord del lago Maggiore

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LOCARNO. Da quattro giorni sulle rive nord del lago Maggiore, nella parte svizzera del bacino, è in svolgimento la 72ª edizione del Festival internazionale del cinema che assegna gli ormai famosi e ambiti “Pardi”. In realtà già all’inizio della settimana in Piazza Grande sullo schermo più grande d’Europa, alto come il confinante palazzo di mezza dozzina di piani, il pubblico ha potuto presenziare a eventi collaterali del Festival. Il prefestival, nella Retrospettiva Black Light che presenterà al GranRex un’inedita panoramica del cinema nero del 20esimo secolo, ha reso omaggio martedì 6 agosto al film di Spike Lee Do the Right Thing (1989), presentandolo al pubblico nella prestigiosa copia restaurata in occasione dei 30 anni del film.

La Retrospettiva Black Light è curata da Greg de Cuir Jr. e presenta autori di culto: Race movies degli anni ’20 e ’30, film pionieristici, pellicole emblematiche della Blaxploitation degli anni ‘70 e autori che hanno interpretato e rappresentato la loro epoca politica. Con l’obiettivo di oltrepassare il concetto di Black identità speciale e indagare l’immaginario dei registi che hanno reinterpretato la questione storica e politica in diverse epoche e in diversi luoghi, esplorando così anche la sfida di essere neri al di fuori di un contesto e di una società africana. La panoramica Black Light – come già ricordato su queste pagine -si concentra sul cinema di colore proveniente dalle Americhe e dall’Europa, interpretato da autori di etnie e vissuti differenti, background essenziale con cui dare forma alla propria visione.

Lili Hinstin, entusiasta Direttrice artistica del Locarno Film Festival, emozionata ci dice: “Sono molto orgogliosa di presentare questo lavoro innovativo per la mia prima edizione e di condividere con il pubblico del Festival questi film il cui corpus ripensa la storia del cinema.”

Al seguente link i nostri lettori possono trovare la lista completa dei titoli della Retrospettiva che sono presentati al Locarno Film Festival 2019: apress[at]locarnofestival.ch. Un’altra iniziativa collegata, di cui abbiamo già avuto modo di scrivere su “La Città Futura”, è U30, un progetto per dar voce alla nuova generazione di professionisti del cinema e ascoltare il loro punto di vista sulle sfide poste dai cambiamenti in atto nell’industria cinematografica. 24 partecipanti, tutti sotto i 30 anni, provengono dalle Locarno Industry Academy International presenti nelle diverse aree geografiche del mondo. Si incontrano in questi giorni di Festival per scambiarsi idee e opinioni sul tema The Audience of the Future.

Vale anche soffermarci sul pensare al futuro attraverso tutte le emozioni che ci portano a condividere visioni e speranze. Per la terza volta gli ultimi giorni del Festival vengono occupati dall’iniziativa “Locarno Talks la Mobiliare”: dal 15 al 17 agosto, personalità del mondo dell’arte e della scienza tornano a confrontarsi in una serie di incontri su temi socio-politici, ognuno dalla propria prospettiva, ma tutti animati dalla volontà di rintracciare quei “sentimenti comuni” necessari per progettare oggi il nostro domani. Non a caso NOW – the best place to change the future sarà il tema centrale delle conversazioni sviluppate dal Locarno Film Festival insieme al suo Main Partner la Mobiliare.

Sarà proprio un dialogo tra due delle voci creative più interessanti della Svizzera – il fotografo Michel Comte e l’artista multidisciplinare Maya Rochat– ad aprire l’evento. Un modo per esplorare i vari tipi di confronto che una ricerca artistica personale può mettere in campo tra soggettività e mondo circostante. Rapporti e sensibilità che il giorno successivo verranno focalizzati in tutt’altro ambito nell’incontro con la prof.ssa Barbara Treutlein e il prof. Daniel J. Müller, saranno infatti affrontate le sfide etiche nel contesto dell’ingegneria biomedica e di quanto la ricerca in questo campo possa espandere la nozione di identità umana. A concludere il programma, il 17 agosto, ci sarà l’intervento di un vero visionario, il video-artista e direttore della fotografia Arthur Jafa, la cui instancabile indagine sull’identità americana nera espone l’ingiustizia nel tentativo di imparare dal passato e costruire un futuro migliore, legandosi così anche al tema scelto per la Retrospettiva 2019, Black Light.

Sempre con spiccata chiarezza Lili Hinstin, la Direttrice artistica, ci sottolinea: “Quella che ci offre anche quest’anno la partnership con la Mobiliare è una vera opportunità “fuori sala”. I Locarno Talks ci permettono di costruire un ulteriore ponte con il pubblico e, insieme, innescare una nuova riflessione sulle emozioni con cui affrontare, sfidare o immaginare il futuro. Esattamente come fa il Festival con il cinema, con i gesti e l’intelligenza dei “suoi” autori, anche i Talks accendono riflessioni e alimentano dialoghi che ci permettono di confrontarci con il reale, grazie alle visioni dell’art.”

I “Locarno Talks la Mobiliare” si svolgono presso lo Spazio Cinema, luogo di parola situato nel cuore del Festival. I Talks sono a ingresso gratuito, si svolgono in inglese con traduzione simultanea in francese, tedesco e italiano, sono moderati da Michelle Nicol, Ralf Stutzki e Greg Tate.                                         fonte https://www.lacittafutura.it/cultura/festival-del-cinema-di-locarno-partenza-avvenuta

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