25 gennaio 2020, mancano poche ore alle 19.41

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Quella maledetta ora in cui 4 anni fa, il 25 gennaio 2016, Giulio Regeni scomparve, risucchiato nel nulla, per poi essere ritrovato senza vita qualche giorno dopo in un fosso sulla Highway dal Cairo ad Alessandria, pieno di lividi e con evidenti segni di tortura.

Mi trovavo a St Andrews in Scozia in quel momento, studentessa universitaria, appassionata di politica estera e del mondo arabo che tanto ci è vicino, quanto lontano. La notizia mi colpì dritta al cuore, non riuscì di smettere a scrivere quei giorni, non riuscì a non pensare a quei centinaia di migliaia di ragazzi, come Giulio, come me, che si spingono oltre i confini nazionali, pronti per impegnarsi, confrontarsi, spesso consci del fatto che l’Italia purtroppo non recepisce la qualità dei curricula di giovani studiosi, che ogni anno si moltiplicano.

A 4 anni di distanza, in cui ancora tanto, troppo c’è da fare per avere la verità di quel che è successo a Giulio, la mamma Paola dedica una frase proprio a quella sua passione di uscire, di crescere e di confrontarsi: “Giulio apparteneva a una categoria di giovani che hanno bisogno di uscire dall’Italia per confrontarsi, ma che poi non riescono a tornare in Italia perchè i loro curricula non sono spendibili qui.”

Stasera alle 19.15 sarò in piazza San Marco a Firenze per Giulio, per Paola, per me, per tutti i giovani studiosi, con infiniti sogni.

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