ACRI, Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio SPA di Alessandro Del Castello

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alessandro del castello

(Condirettore Generale dell’ACRI)

Tratto da “ Lessico Finanziario “ di Beppe Ghisolfi – ARAGNO Editore

L’ACRI è la rappresentanza nazionale delle Casse di Risparmio e delle Fondazioni di origine bancaria. Nel corso della sua storia secolare ha accompagnato e stimolato l’evoluzione delle Casse di Risparmio, nel loro per- corso di crescita sino alla separazione dell’attività bancaria da quella filantropica. Fondata nel 1912, a seguito del primo congresso delle Casse di Risparmio tenutosi nel 1911 a Torino, ebbe come primo presidente il marchese Cesare Ferrero di Cambiano, Presidente della Cassa di Risparmio di Torino. Fino al 1990 ha svolto la sua attività esclusivamente verso le Casse di Risparmio, di cui ha tutelato le istanze e curato la rappresentanza sindacale, promuovendone anche i legami di appartenenza attraverso la costituzione volontaria di un fondo di solidarietà e sviluppo, una forma antesignana dell’attuale fondo interbancario di tutela di depositanti, a sostegno delle Casse in difficoltà. Il processo evolutivo che dal 1990, in applicazione della cosiddetta legge Amato – Carli (legge n. 218 del 1990 e D.Lgs. n. 356 del 1990), ha interessato le originarie Casse di Risparmio e che ha portato, da un lato, alla loro “trasformazione” in società per azioni e, dall’altro, alla nascita delle Fondazioni di origine bancaria, ha segnato profondamente l’attività e il ruolo dell’Associazione. La presenza nella propria compagine associativa anche delle Fondazioni, sancita con la modifica statutaria dell’8 maggio 1991, e la scomparsa della categoria giuridica delle Casse di Risparmio, con la revisione della legislazione bancaria nel 1993, ha determinato la dismissione dal 1° gennaio 2000 della funzione di rappresentanza sindacale e il suo conferimento all’Associazione Bancaria Italiana. Nei confronti delle Casse di Risparmio spa, ACRI mantiene un’attività di tutela per tutte quelle problematiche che le riguardano in virtù della loro specificità derivante da una comune tradizione storica, ovvero della loro maggiore omogeneità istituzionale, fra cui la presenza delle Fondazioni nel loro capitale sociale, e operativa di banche retail. Con la riforma Ciampi, che ha profondamente rivisto la disciplina delle Fondazioni, avvenuta alla fine degli anni ’90 con la legge n. 461 del 1998 e il relativo decreto attuativo, il D.Lgs. n. 153 del 1999, l’Associazione ha progressivamente assunto un ruolo sempre più orientato nei loro confronti, promuovendo la diffusione di buone pratiche operative e l’elaborazione di codici e prassi comportamentali, come ad esempio la Carta delle Fondazioni del 2012. Inoltre, in adempimento delle previsioni legislative, ACRI svolge le proprie funzioni di organizzazione rappresentativa anche verso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che è l’Autorità di vigilanza delle Fondazioni, che, con la sottoscrizione il 22 aprile 2015 di un Protocollo d’intesa, ha esplicitamente riconosciuto all’Associazione un ruolo di interlocutore nella definizione di prassi e criteri di vigilanza. Attualmente la compagine associativa ACRI si compone di 126 soci, di cui 86 Fondazioni e 28 Casse di Risparmio, che riuniti in Assemblea provvedono a formare gli organi associativi e a definire linee comportamentali che possano valorizzare e orientare, in forma condivisa, l’azione degli Associati. Sotto il profilo organizzativo, ACRI consta di un Consiglio di Amministrazione, a composizione federale, di un Comitato Esecutivo, espresso dal Consiglio, e di un Collegio dei Revisori dei conti. Completano la governance dell’Associazione il Comitato piccole e medie Fondazioni e il Comitato delle società bancarie, presieduto dal prof. Giuseppe Ghisolfi, presidente della Cassa di Risparmio di Fossano SpA, che si occupa in maniera esclusiva delle questioni che attengono alle Casse di Risparmio. ACRI è presieduta dall’avv. Giuseppe Guzzetti, che è al vertice anche della Fondazione Cariplo. L’incessante e lungimirante azione del suo Presidente, iniziata subito dopo la riforma delle Fondazioni ad opera della legge Ciampi, ha affatto assumere all’Associazione, anche attraverso l’attività degli associati, un ruolo centrale sia nel “riassetto” del sistema bancario, che nell’affermazione della natura privatistica e nella caratterizzazione dell’attività filantropica delle Fondazioni.

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