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Addio alla plastica monouso entro il 2021. Quando l’Europa funziona

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plastica

Dal 2021, in Europa, saranno vietati i prodotti di plastica monouso. Niente più piatti, posate, cannucce, cotton fioc e via discorrendo.

Ma non solo: Il divieto è stato esteso anche ai prodotti di plastica oxo-degradabile, vale a dire degradabile ma comunque inquinante,e ai contenitori del cibo da asporto in polistirene espanso, il comune polistirolo per intenderci.

Questo, in sintesi, il target raggiunto a fine marzo dal Parlamento europeo, attraverso l’approvazione della direttiva sui prodotti di plastica monouso. O perlomeno per quanto riguarda i prodotti “per i quali esistono alternative”. Invece, per i prodotti in plastica per i quali non esistono ancora sostituti “ecofriendly”, gli Stati membri dovranno mettere a punto piani nazionali, con misure dettagliate, per ridurre significativamente il loro utilizzo, e nel caso delle bottiglie di plastica si dovrà potenziare il riciclo e avere almeno il 25% di PET riciclato nelle nuove bottiglie prodotte.

Si tratta di un primo passo certo, considerando la pervasività delle plastiche e il loro pesante impatto sia in fase di produzione sia quando diventano rifiuti contaminando purtroppo tutti gli ecosistemi. Per il MoVimento 5 Stelle bisogno approfittare di queste novità e continuare a insistere su questo nuovo corso: finalmente è arrivato qualcosa di buono da parte di questa Unione europea, troppo spesso lontana dalla realtà quotidiana e dagli interessi dei cittadini.

Se sulle plastiche il Vecchio Continente ha cambiato passo bandendo il monouso, se stiamo imboccando finalmente il sentiero del riciclo e dell’economia circolare, lo si deve anche al grande impegno dei nostri europarlamentari. A Bruxelles, come in Italia, il MoVimento 5 Stelle conduce da anni la battaglia per un modello di sviluppo equo e sostenibile, in gradi di slegare la produzione di beni e servizi dall’utilizzo di petrolio e altre fonti energetiche fossili, dunque altamente inquinanti.

Non è un vezzo ma una necessità impellente: la crisi climatica mostra le sue implicazioni con eventi che sono sotto gli occhi di tutti, così come sono quotidianamente sui nostri piccoli e grandi schermi le immagini che documentano quanto danno facciano plastiche e microplastiche all’ambiente e di conseguenza alla biodiversità e alla nostra stessa salute. Eppure ancora oggi sono oltre 310 milioni le tonnellate di plastica prodotte nel mondo annualmente, di cui circa 8 milioni di tonnellate finiscono negli oceani. Dati allarmanti a cui tutti gli Stati dovrebbero rispondere al più presto, attraverso politiche mirate e sostenibili, proprio come la direttiva sulle plastiche monouso approvata dall’Unione Europea.

Continueremo ad essere in prima linea sulla questione, adottando anche in Italia interventi normativi efficaci che puntino a una corretta e virtuosa applicazione dell’economia circolare in linea con la gerarchia europea dei rifiuti, che parte appunto dalla loro riduzione. Lo abbiamo scritto nel contratto di governo e lo stiamo già realizzando lanciando un messaggio chiaro: stop alla plastica per il bene di tutti noi e iniziando a convertire in chiave plastic free sedi istituzionali come la Camera dei deputati e i Ministeri, grazie alla sensibilità del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che ha lanciato la sfida, e del presidente della Camera Roberto Fico che l’ha subito raccolta.

Una buona pratica e un esempio importante che, insieme alla direttiva europea, ha già sortito risultati insperati: dalla grande distribuzione che si sta già adeguando al bando delle plastiche monouso, alle aziende che si sono subito riconvertite passando dalla inquinante produzione di plastiche derivate dal petrolio a quella di utensili e stoviglie in materiale biodegradabile. A riprova che la riconversione ecologica è un’opportunità concreta e a portata di mano.

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