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Al Bano, il coronavirus è la Terza Guerra Mondiale

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Albano_

Il cantante ha raccontato come sta vivendo questo periodo, con paura e attenzione, ma con la fortuna di vivere in campagna a contatto con la natura. Si intensificano gli affetti e si riscopre il proprio passato

Tra i tanti artisti, uno che indubbiamente conosce molto bene l’Italia e gli italiani, avendo girato il Paese per cantare e intrattenere, è Al Bano. Il cantante ha raccontato come sta vivendo queste settimane alle prese con l’emergenza sanitaria per la pandemia da coronavirus, che ha definito la Terza Guerra Mondiale.

“Io sono nato nel ’43, quasi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quindi non posso dire di averla vissuta, me l’hanno raccontata”. Questo periodo, invece, Al Bano racconta di viverlo come tutti gli italiani e, ormai, come tutto il mondo: con paura e attenzione, combattendo questa “nuova guerra”.
Al Bano, il coronavirus è la Terza Guerra Mondiale, quando sarà sconfitto voglio fare una grande festa

Al Bano e la vita in campagna, una scelta vincente

Una scelta, però, si è rivelata vincente; quella di trasferirsi a vivere in campagna, decisione che risale a circa 50 anni fa. Al Bano racconta infatti che, grazie a questo, ora la mattina può camminare all’aperto, fare il contadino, piantando piselli, fave e insalata.

Potersi muovere liberamente, nel proprio orto e a contatto con i propri animali, è senza dubbio impagabile. “Mi rendo conto di quanti italiani in questi giorni sono agli ‘arresti domiciliari’, perché non potrei definirli diversamente. Devono dare sfogo alla loro fantasia, per trasformare le proprie case in qualcosa di immenso e di nuovo”.

L’amore si intensifica in questo periodo

È fondamentale trovare qualcosa di positivo, anche in una situazione grave e difficile come quella che stiamo vivendo. Al Bano sottolinea come gli italiani stiano raccogliendo i propri affetti, vivendoli in prima persona quotidianamente. Questa è una fortuna che lo stesso cantante sta notando, i suoi figli non vanno più a scuola e per la prima volta è a contatto con loro in ogni momento della giornata. “La paura c’è, questo è inevitabile, ma sto scoprendo questa grande gioia”.

Anche l’amore, durante questa convivenza forzata, si intensifica, si comprende cosa significa vivere la quotidianità di una relazione amorosa. Al Bano racconta di essersi stupito di quanto sia bello, essendo stato per 50 anni sempre in giro per il mondo impegnato nei concerti.

“Voglio organizzare una grande festa quando il coronavirus sarà sconfitto”

Bisogna stare molto attenti a limitare gli incontri, ci ricorda Al Bano. L’artista, ad esempio, continua a lavorare; una volta a settimana partecipa alla trasmissione ‘Amici’. “Anche lì sto molto attento, da quando prendo la macchina per andare a Bari a quando prendo l’aereo, prendo tutte le precauzioni immaginabili e possibili”.

Quando il coronavirus sarà finalmente sconfitto, dichiara Al Bano, la volontà è quella di fare una festa incredibile, senza fine, invitando tutti coloro che vorranno partecipare.

La riscoperta del passato e il valore dei ricordi

Ognuno di noi, in questo periodo, sta approfittando anche per fare i conti con se stesso e con il proprio passato. Avendo più tempo a disposizione, stanno riaffiorando vecchi ricordi. Al Bano racconta di aver riscoperto dei libri di fotografie, di un passato vissuto intensamente ma senza aver mai avuto il tempo di visionarlo. “È molto intensa questa ‘ricerca del tempo perduto’, nel senso che non è più a contatto con noi quotidianamente, ma non è perso perché è ancora più vivo che mai”.

Il cantante sta ripercorrendo tutto il suo passato, anche artistico, chiedendosi se avrebbe fatto le medesime scelte con l’esperienza di oggi. La carriera non è mai stata una sua prerogativa, dice Al Bano, soprattutto nella scelta delle organizzazioni o degli impresari giusti. Racconta di aver commesso tanti errori, “ma il buon Dio mi ha voluto bene e mi ha sempre salvato”.

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