ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish

ALTRO CHE VIA DELLA SETA: L’ITALIA E’ DIVENTATA LA VIA DELLA FUGA

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print
ivano tonoli

ALTRO CHE VIA DELLA SETA: L’ITALIA E’ DIVENTATA LA VIA DELLA FUGA DEI REDDITI DEI CINESI CHE TORNANO A PECHINO BEFFANDO IL FISCO DI CONTE E GUALTIERI

IVANO TONOLI, SEGRETARIO DI UNIONE CATTOLICA: IN DIECI ANNI DI GOVERNI TECNICI E POPULISTI NON ELETTI, IL NOSTRO PAESE SI È RIDOTTO A PARADISO FISCALE DELLA MAFIA DEL DRAGONE. MA ORA LI FAREMO PAGARE CON LA NOSTRA MEGA CAUSA LEGALE INTERNAZIONALE

IL DATO SULL’EVASIONE TRIBUTARIA MESSA IN ATTO DAGLI ASIATICI FA IL PAIO CON QUANTO EMERGE SUGLI ABUSI ECONOMICO-FINANZIARI COMMESSI DAGLI ESPONENTI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA SFRUTTANDO SUSSIDI E LEGGI IN PARTICOLARE DEL CONTE 1 E 2. UN FLUSSO DA SPEZZARE QUANDO NICOLA GRATTERI SARA’ NOMINATO DA NOI MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, CARICA CHE GLI VENNE IMPEDITA DA RENZI PRIMA E DAI GRILLINI POI

ASSURDO CHE UN GOVERNO NON ELETTO DA NESSUNO E MANIFESTAMENTE INCAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE SU TUTTO, VOGLIA INVECE RENDERE OBBLIGATORIE CURE ANCORA SPERIMENTALI, QUANDO E’ STATO CONCLAMATO ORMAI DA TEMPO CHE L’IMPREPARAZIONE INIZIALE DI CONTE E BANDA HA PROVOCATO ALMENO 10.000 LUTTI CHE SI SAREBBERO POTUTI SCONGIURARE ATTRAVERSO LA PREVENZIONE E LA GARANZIA DI PROTEZIONI INDIVIDUALI CERTIFICATE IN QUANTITA’ ILLIMITATE E MUTUABILI PER OGNI CITTADINO ITALIANO

NON È UN CASO CHE SIA I CINESI CHE I BOSS NOSTRANI STIANO GIRANDO CON LE VALIGETTE DI CONTANTE IN MANO BUSSANDO ALLA PORTA DELLE 245.000 AZIENDE ABBANDONATE DA PD E 5 STELLE CHE DELLE STESSE SI SONO RICORDATE SOLO PER LE CARTELLE ESATTORIALI DA NOTIFICARE LORO DA OGGI

Via della seta? Semmai, via della fuga: la fuga dei redditi imponibili dei cinesi che, mentre questi ultimi continuano a operare in Italia con attività apparentemente al dettaglio che godono della copertura politico-legale del governo comunista dello Stato asiatico di origine, tornano a Pechino beffando il fisco di Conte e Gualtieri.

Una beffa che fa male due volte: venire a sapere che l’Italia è il primo Paese d’Europa, e forse d’Occidente, per percentuale di evasione fiscale cinese, e che detiene tale non invidiato né invidiabile record da quando sono in carica esecutivi tecnici o populisti, non espressione di volontà elettorali popolari ma frutto di imposizioni esogene o manovre opportunistiche di Palazzo, esecutivi che da fine 2011 a oggi hanno viceversa varato le più soffocanti strette esattoriali mai comminate intorno al collo dei contribuenti italiani. Proprio una delle associazioni che riunisce questi ultimi, ha calcolato che la percentuale di imponibile evaso dagli imprenditori di origine cinese attivi nella nostra Nazione raggiunge e supera la soglia del 98 per cento. In pratica i lavoratori autonomi provenienti dal Paese asiatico sono riusciti – agendo pressoché indisturbati durante i governi del rigore (a senso unico contro di noi e contro i nostri risparmi e attività) di Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e 2 – nel prodigio di avere una partita Iva e risultare allo stesso tempo evasori TOTALI! Come? Semplicissimo: conoscendo meglio di noi le storture di un fisco che su di noi ha la memoria lunga e la mano lunghissima – come comprovato dal reiterato rinvio di cartelle esattoriali non di rado “pazze” o relative a presunti illeciti oramai prescritti, decaduti o inesigibili per cause di forza maggiore – ma contemporaneamente va in tilt dopo i primi tre anni di avviamento e gestione delle attività, operanti nelle stesse categorie settoriali e merceologiche, che hanno come titolari cittadini dello Stato di Pechino. I quali sanno benissimo che nel triennio iniziale possono beneficiare degli sconti fiscali e contributivi di legge, e che solo dal quarto anno scatterà l’inferno della giungla tributaria italiana assieme agli eventuali controlli e accertamenti connessi alle omesse dichiarazioni e ai mancati versamenti di imposte, tasse e contributi dei 36 mesi iniziali. Per allora, però, le somme oggetto di contestazione avranno già preso la via non della seta ma, appunto, della fuga verso l’estremo Est.

In tal modo la Cina, creatrice e divulgatrice mondiale del più crudele, invasivo e spietato virus chimerico che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto negli ultimi 100 anni, realizza un doppio beneficio, in apparenza contrario a ogni regola dell’economia ma che è ormai divenuto realtà tragica quotidiana: la moneta nazionale del Dragone si rafforza sul mercato interno, rendendo conveniente da parte del governo comunista di Xi l’accaparramento speculativo di greggio, petrolio e altre preziose materie prime energetiche e minerarie sottratte ai mercati mondiali, ma non impedisce l’explosione dell’export di prodotti sanitari e biomedicali, prodotti per contrastare il virus da essi stessi creato e diffuso ad arte, e di congegni elettronici e hitech collocati sui mercati dell’Ovest sfruttando le partecipazioni industriali della Cina nelle società strategiche dell’Italia, dell’Europa e dell’America di Clinton, Obama e Biden.

Le cronache giudiziarie e investigative riportano quotidianamente o settimanalmente gli esiti del lavoro di prevenzione e di contrasto dei fenomeni di evasione ed elusione tributaria posti in atto dai lavoratori autonomi asiatici scoperti dalle nostre forze dell’ordine malgrado una legislazione che sembra essere stata studiata appositamente per favorire le manovre della Cina a danno dei contribuenti italiani.

Clamoroso, in questo caso, il silenzio dei populisti e dei sovranisti “de noantri”, i quali dovrebbero spiegare a noi ma soprattutto ai propri elettori il motivo per il quale siano totalmente silenti di fronte a un simile scandalo, omettendo altresì la circostanza per cui una parte dei movimenti immigratori da alcune grandi regioni africane verso l’Europa è dovuta allo sfruttamento impunito e neocolonialistico attuato da Pechino nel silenzio italiano e del vecchio Continente e denunciato unicamente dai Cattolici.

Non si preoccupino “lorsignori”: ci penseremo noi, con la nostra mega causa legale internazionale contro il partito-Stato comunista stalinista maoista, a recuperare tutto quanto è stato sottratto al nostro Popolo in termini di risparmio, in termini di mancata serenità fiscale, in termini di lavoro sfumato e irreparabilmente perduto, in termini di salute e di lutti patiti nei mesi della pandemia e degli inutili lockdown e DPCM di Conte, Casalino, Di Maio, Grillo e Zingaretti, che agli Italiani hanno “regalato” la terza ondata del virus cinese, facendo chiudere 305.000 attività e impedendo l’arrivo puntuale di mascherine, guanti, camici e idrogel in quantità e qualità adeguate a garantire una capillare, efficace e quotidiana prevenzione rivelatasi vincente nei Paesi dove è stata adottata.

Non siamo negazionisti: siamo stati i primi, come Cattolici, fin da febbraio a denunciare che questo virus non era una “semplice influenza”, e adesso chiediamo che – prima di rendere obbligatori su larghissima scala vaccini ancora sperimentali, tema sul quale si registrano le ennesime divisioni fra ministri e viceministri grillini dell’inutile e dannoso Conte 2 – siano messe universalmente a disposizione gratuita e illimitata di ogni cittadino nostro connazionale i dispositivi di protezione individuale, le terapie subintensive e intensive, le cure domiciliari e di telemedicina, i farmaci antivirali, antinfiammatori e anticoagulanti che permetterebbero di azzerare quasi del tutto la catena dei contagi e della mortalità, in attesa di risultati più esaustivi dalla ricerca vaccinale.

L’Italia paradiso fiscale della Cina fa il paio con l’Italia paradiso finanziario delle Mafie nostrane. Non è casuale che, nello stesso momento in cui si accertano continue violazioni delle leggi tributarie nazionali a opera degli imprenditori asiatici emissari dei comunisti di Pechino, le forze dell’ordine accertino altrettanto sistematiche situazioni in cui boss, trafficanti di morte, capi malavitosi condannati o rei confessi risultino percettori di sgravi e sussidi a partire dal “reddito di cittadinanza” costato 26 miliardi ai nostri pensionati e ai cittadini portati alla disperazione e al suicidio dalla ex Equitalia di Renzi, Pd, montiani e Italia Viva. Un reddito che i grillini avevano definito il loro “cavallo di battaglia”: in verità si è trattato di un “cavallo di Troia” con cui la mafia si è insinuata ancora di più nei bilanci di uno Stato già di per sé disastrato e dilapidato!

Uno scandalo, quello di sussidi monetari spesso inimmaginabili da chi dopo una vita di lavoro si ritrova con pensioni non adeguate al costo della vita, che si sarebbe potuto evitare se soltanto fosse stato recepito e tradotto in leggi il Codice Gratteri, l’Enciclica Legale che abbiamo integralmente riportato nel nostro libro programma Cattolici Uniti per benedire un’Italia Nuova: un provvedimento incompiuto da 5 anni a questa parte, così come inattuato da oramai un anno è l’ultimo rapporto di 888 pagine della DIA, la Direzione Investigativa Antimafia, che indica punto per punto dove sono radicate e presenti, in ogni territorio del nostro Paese, spesso negli stessi quartieri in cui viviamo, le migliaia di Famiglie e le decine di migliaia di affiliati che tengono in ostaggio l’Italia, generando un PIL illegale di 240 miliardi con la collusione dimostrata di ambienti politico-amministrativi.

Proprio Nicola Gratteri ha di recente sottolineato, ovviamente inascoltato, il rischio che alcuni provvedimenti e sussidi del governo possano venire strumentalizzati dalla grande criminalità organizzata, così come i ritardi e le omissioni di Conte e banda grillocomunista nell’erogazione degli aiuti economici e dei dispositivi di protezione individuale come le mascherine.

Non è un caso che tanto la mala cinese quanto quella nostrana stiano girando con le valigette di contante in mano bussando alla porta delle 245.000 aziende abbandonate da Pd e 5 stelle.

Stiano “tranquilli” questi ultimi: Gratteri sarà nominato ministro della Giustizia e #viveniamoaprendere . La confisca dei beni e dei patrimoni non riguarderà solo comunisti cinesi e boss, ma anche i patrimoni oramai di fatto multinazionali di taluni politici.

Sarete scomunicati, come raccomandato dal nostro amatissimo Santo Padre Papa Francesco, e condannati a lavori risarcitori vita natural durante per ristorare la Nazione per il male fattole.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print

Ti potrebbero interessare

meluzzi

La proposta di Giorgia Meloni per un governo di emergenza

settacchiani

“L’emergenza epidemica sta mettendo a dura prova la disciplina del

Udine  – “Sono convinto che si debba passare dalla stagione

Nello scorso mese di maggio la domanda di energia elettrica

Abbiamo accolto con grande perplessità le dichiarazioni di giovedì 23

Nessuno mi chiede di equilibri interni di partito o delle

ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish
Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, accetti l’uso dei cookie.