APPROVATO IL DECRETO LIRICA, PIÚ TUTELE AI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO

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Per la prima volta in Italia mettiamo fine al ricorso illimitato ai contratti a tempo determinato per i lavoratori delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Per decenni non è stato così. Il risultato? Abusi e discriminazioni. Orchestrali, ballerini, fonici, personale tecnico-amministrativo delle Fondazioni è stato assunto, quasi sempre, solo con contratti a tempo determinato, senza prevedere un limite massimo al ricorso a questo strumento contrattuale. La conseguenza è stata condannare centinaia di persone alla precarietà, negando loro diritti. In Italia, per anni il personale delle Fondazioni lirico-sinfoniche sono stati esclusi, infatti, dall’apparato di tutele previste nel nostro ordinamento giuridico per i dipendenti di altre categorie produttive, creando lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Abbiamo deciso di mettere ordine, estendendo anche a loro diritti e tutele in caso di assunzione a tempo determinato, prevedendo limiti precisi alla loro applicazione, per prevenire abusi ed evitare un ricorso ingiustificato a questo genere di contratti. In passato pure la Corte di Giustizia europea è intervenuta su questo tema con una sentenza definendo “il ricorso a questi contratti senza un termine massimo un abuso ai danni dei lavoratori” proprio perché “creava discriminazione rispetto all’uso consentito in altri settori di attività”. Questa sera in Consiglio dei Ministri abbiamo messo la parola fine a questa ingiustizia. Grazie all’approvazione del decreto Lirica, proposto dal Mibac, si impone per la prima volta un tetto massimo alla durata dei contratti a tempo determinato per il personale degli enti lirico-sinfonici. D’ora in avanti potranno essere stipulati per un massimo di 48 mesi, anche non continuativi. Si tratta di una deroga al decreto Dignità, possibile per la peculiarità del lavoro svolto da violinisti, orchestrali, ballerini o fonici. Un ringraziamento speciale va a Luigi Di Maio e allo staff del ministero del Lavoro, ai consiglieri e allo staff del Mibac. È un risultato importante che rende giustizia ai lavoratori dimenticati per anni e che disciplina in modo omogeneo il ricorso ai contratti a tempo per la categoria, che dovrebbero essere un’eccezione non la regola o l’unica forma contrattuale con cui assumere il personale

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