Assemblea nazionale dei ferrovieri giovedì 27 a Firenze

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A poco più di due settimane dal disastro ferroviario di Livraga, dove sono rimasti uccisi i due macchinisti del Freccia Rossa deragliato e unicamente per buona sorte altri lavoratori e i passeggeri a bordo sono rimasti soltanto feriti, prosegue alla grande l’attività di quanti sostengono la narrazione delle ferrovie più sicure d’Europa, motivata dalla convinzione che la tecnologia possa garantire tutta la sicurezza necessaria. Come fanno ad esempio il management delle società del Gruppo FSI e la politica che indirizza le sue iper-liberiste scelte industriali.

Ci lascia invece increduli, anche se siamo abituati al peggio, che la stessa cosa traspaia dal comunicato sindacale di una struttura regionale e dei componenti RSU della FILT CGIL DTP Roma di RFI. Tali prese di posizione sono coerenti con la politica sindacale di quelle organizzazioni che hanno avallato, con rinnovi contrattuali, accordi nazionali e territoriali, vastissime riduzioni occupazionali e di figure professionali negli impianti manutenzione di RFI, con il prevedibile risultato dell’aumento di fatto dell’orario e dei carichi di lavoro (soprattutto notturno) e della riduzione dei periodi di riposo giornalieri e settimanali. Una politica che ha privato sistematicamente i lavoratori del diritto sindacale alla partecipazione assembleare, promuovendo un sistema di comunicazione ridotto alla diffusione dei voleri societari, spesso accompagnata da letture fuorvianti dello stesso contratto di lavoro.

La retorica grossolana di questo comunicato cerca ti tenere insieme la garanzia di un esercizio ferroviario in sicurezza e le pesantissime condizioni di lavoro del settore; condizioni che FILT CGIL descrive come accidentali invece che come il risultato di precise politiche privatistiche e di riduzione delle garanzie contrattuali che quegli stessi sindacalisti hanno avallato, e soprattutto contro le quali non hanno mosso un dito, e così pare intendano proseguire. Quel foglio si commenta da solo alla luce delle reali pratiche dei suoi estensori.

Ribadiamo la nostra ferma determinazione a contrastare le politiche managerial-padronali nelle attività ferroviarie e quanti nelle centrali sindacali collaborativiste gli portano acqua. Proseguiremo nel lavoro di mobilitazione dei ferrovieri e di rivendicazione del diritto di assemblea da troppo tempo sequestrato dai rappresentanti regionali e dai componenti della RSU di quelle organizzazioni. Promuoveremo ogni opportunità di pratica unitaria tra le organizzazioni sindacali di base nelle ferrovie, a partire dall’assemblea nazionale del prossimo 27 febbraio a Firenze per discutere di (in)sicurezza sul lavoro; di ripresa dell’iniziativa sindacale dei ferrovieri; di riappropriazione degli strumenti per la difesa di salute e sicurezza dei lavoratori, dei diritti acquisiti, della capacità di rivendicazione di migliori condizioni di lavoro e di vita.

Invitiamo tutti alla partecipazione a questo importante appuntamento:

Assemblea Nazionale dei Ferrovieri, giovedì 27 febbraio 2020, ore 12,30

Circolo Arci via delle Porte Nuove 33 – Firenze

Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato – Attività Ferroviarie

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