Basilicata. Lapadula (Fai Cisl): “Soluzioni strutturali per ospitare braccianti stranieri”

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caporala

Potenza  “Bene l’assegnazione della gestione del centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio, ma serve una misura strutturale per assicurare una sistemazione dignitosa ai braccianti stranieri che arrivano in Basilicata in occasione delle grandi raccolte”. A dirlo è il coordinatore provinciale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, che rilancia lo sportello SOS Caporalato promosso dalla Fai Cisl a livello nazionale per assistere i braccianti agricoli. “Con l’apertura della struttura di Palazzo San Gervasio – spiega il sindacalista – la stagione della raccolta del pomodoro può iniziare con maggiore tranquillità e i braccianti potranno contare su una sistemazione degna di un paese civile. È un risultato che siamo riusciti a raggiungere grazie al lavoro sinergico fatto in questi mesi da istituzioni, sindacato e mondo del volontariato. L’ auspicio è di arrivare a una soluzione strutturale di lungo periodo per l’intero territorio regionale in modo da estirpare definitivamente la piaga del caporalato”. In questo senso va il numero verde SOS Caporalato 800 199 100, la campagna di ascolto e sensibilizzazione promossa dalla Fai Cisl per denunciare lo sfruttamento nel lavoro agroalimentare.
Intanto, resta critica la situazione nel metapontino dopo la tragedia dello scorso 7 agosto e il conseguente sgombero del ghetto de “La Felandina” a Metaponto. “La situazione è davvero problematica perché le sistemazioni alternative che sono state promesse per dare ospitalità ai braccianti sgomberati in realtà non esistono o sono del tutto insufficienti”, denuncia il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo. “Diverse centinaia di braccianti stranieri sono passati dal ghetto alla strada. È una situazione indegna di un paese che si definisce civile. L’intera filiera agricola del metapontino – continua Cavallo – si regge sul lavoro di queste persone e senza una soluzione di accoglienza strutturale il comparto rischiare di finire in ginocchio”. Il segretario della Fai Cisl lancia pertanto un appello al governo regionale “affinché adotti una misura straordinaria di protezione civile per individuare e attrezzare con la massima urgenza uno o più siti in grado di dare una ospitalità dignitosa a questi lavoratori”.

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