Berlusconi: “In piazza contro la sinistra che vuole tasse e manette”

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La deriva del governo giallorosso non l’ ha sorpreso, ma di sicuro lo preoccupa. E – come accaduto in passato – lo spinge a scendere in campo in prima persona. È un Silvio Berlusconi determinato quello che a Milano, intervenendo alla convention #IdeeItalia, ha chiamato a raccolta il popolo dei moderati. Annunciando la sua presenza in piazza sabato contro la sinistra del «tassa e ammanetta» e lanciando la sfida delle Regionali, che potrebbero essere cruciali per mandare a casa questo esecutivo.

«Sono felice che siate venuti qui ad applaudire i risultati del Monza. Se il Milan di oggi incontrasse il Monza, scommetterei sulla vittoria del Monza per 3 a 0. Vorrei che accadesse anche in politica. Questa sinistra ci deve molto, molto preoccupare. Nel ’94 siamo scesi in campo perché temevamo che il Partito democratico andasse al governo. Adesso al governo abbiamo quattro partiti comunisti. E i 5 Stelle sono il peggio del peggio. Non hanno storia, non hanno mai lavorato nella loro vita se è vero che l’ 87% di loro non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi. È gente che sostiene davvero la decrescita felice, che consiste in quello che i comunisti dicono da sempre: non occorre crescere, basta togliere i soldi a chi li ha e darli a chi ne ha meno. Se a questo si aggiungono anche le manette… Al tassa e spendi della sinistra s’ è aggiunto il tassa e metti in galera. Chi deciderà della vita di ciascuno di noi sarà un certo signore che si chiama Davigo, che tutti conoscete. Ciascuno di noi sarà nelle mani della sinistra. Dire che uno ha fatto un’ evasione fiscale da 50mila euro sarà un gioco da ragazzi. Io sono stato condannato per frode fiscale di un’ altra società, la Mediaset, perché avrei suggerito come risparmiare in una dichiarazione dei redditi dieci milioni. Punto primo non avevo suggerito niente. Punto secondo sarebbe stata una cosa assolutamente legale. Punto terzo le mie società avevano versato all’erario la bella somma di 5 miliardi 860 milioni. E una legge approvata sotto il governo D’ Alema dice che può essere imputato per una dichiarazione non veritiera soltanto chi ha firmato fisicamente la dichiarazione. Cosa molto naturale. Quindi abbiamo di fronte a noi un pericolo grave, più grave del ’94.

«E io, dopo questa dichiarazione che chi evade merita il carcere fino a otto anni, ho cambiato idea sul modo di protestare contro questa maggioranza. Avevo annunciato che alla manifestazione del 19 promossa dalla Lega, dato che non era stata promossa da tutti i partiti del centrodestra alla pari, avremmo mandato una delegazione di Fi. Decisione che ho preso non da solo ma sentendo le posizioni di moltissimi nel partito. E io spesso non dico nemmeno a chi interrogo qual è la mia personale idea. Ascolto e poi giungo a una sintesi. Bene, nel caso del 19, visto che la Lega non ci aveva nemmeno invitato, avevo detto: Mandiamo una delegazione, noi faremo opposizione in Parlamento. Ma hanno annunciato che vogliono introdurre anche per chi è accusato di evasione fiscale per 50mila euro, magari in cinque anni, le manette. Un’ insidia al nostro diritto di libertà. Quindi il giorno 19 sarò anch’ io in piazza per protestare contro questo governo.

«C’ è una cosa che dobbiamo comunicare bene. Dobbiamo ribadire un concetto che sta dentro di noi ed è la base di quello che siamo. Noi siamo quelli che credono che i nostri diritti, dalla libertà, alla privacy, alla sicurezza, ecc., non ci sono dati dallo Stato ma li abbiamo per natura. E lo Stato li deve garantire e tutelare. Loro credono nello Stato etico; che lo Stato debba dare ai cittadini (in questo caso considerati sudditi) i diritti di cui godono i cittadini. Noi abbiamo una concezione antitetica. E questo non ci permetterà mai di andare a braccetto con questi signori. Siamo noi i padroni dello Stato mentre loro considerano che lo Stato sia il nostro padrone.

«E sono preoccupato anche per la situazione nel mondo e per i disegni della Cina. Adesso la Cina ha avuto il capitalismo comunista e molti ritengono non ci siano problemi. La Cina è una dittatura totalitarista e comunista. E ha un disegno egemonico sull’ Africa, sull’ Europa, sull’ Occidente e sul mondo intero. Oggi si sostanzia in una sfida commerciale agli Stati Uniti, attraverso il sistema dei dazi. Ma la Cina lo dichiara: vogliono andare oltre e andare a una sfida politica, culturale e, speriamo di no, anche militare. La Cina ha colonizzato l’ Africa. Ha fatto centinaia di opere pubbliche per i Paesi dell’ Africa. I loro operai lavorano dodici ore al giorno. L’ Occidente non partecipa nemmeno più alle gare d’ appalto. Ci sono 9 porti, 15 aeroporti, 34 centrali elettriche, 4.500 chilometri di autostrade, 6.000 chilometri di ferrovie. La Cina vende armi a 48 Paesi africani su 53. E poi la Cina dice agli africani: Guardate all’ Italia, all’ Europa, abitata da 400 milioni di grulli che non sono nemmeno riusciti a fare una forza militare europea… Si sa che l’ Europa nel mondo non conta niente. Andate lì e diventate voi i protagonisti del mondo del benessere. Ed è la verità: non siamo capaci di diventare quello che l’ Europa era cent’ anni fa. Forte nel mondo.

«Allora alle passate elezioni europee ho deciso di partecipare. E sto lavorando per l’ interesse dell’ Italia. E questo spiega anche il nostro voto per Gentiloni commissario europeo. Il quale è di sinistra ma è italiano e personalmente ho stima di lui.

«E poi bisogna convincere i principali leader europei, partendo all’ interno del Ppe, a cambiare le alleanze cercandole anche tra i sovranisti con la testa ragionevole come Orbán e Salvini e lasciare la politica imposta dai socialdemocratici. Dobbiamo riprendere in mano il progetto di De Gasperi, di cui mi considero personale continuatore e il legittimo erede.

«Dobbiamo convincere gli altri leader del Ppe a riprendere la progettazione dell’ Europa dei nostri padri fondatori che pensavano agli Stati uniti d’ Europa e a un’ unione politica della difesa. Dobbiamo mettere insieme tutti gli eserciti per sedersi al tavolo con Usa, Cina e Russia. E bisogna riprendere il ruolo il riunificatrice dell’ Occidente. Dobbiamo riportare la federazione russa ancora dentro l’ Occidente. Invece abbiamo sputato in faccia alla Russia con ridicole sanzioni che fanno più male a noi che alla Russia. (…) Salvini aveva promosso di toglierle ma non l’ ha fatto.

«In Europa mi stimano e mi ascoltano. E io sono a Bruxelles per lavorare. Già sono riuscito a convincere la Merkel ad accettare che la Bce stampasse moneta per acquistare nostri titoli di debito pubblico. (…) Mi auguro di convincere gli altri leader europei di mettere insieme i nostri eserciti. I generali europei sono favorevoli; sono più avanti dei loro politici (…)».

Dove va Forza Italia? Con Renzi, con Salvini, da soli?

«L’ aggettivo definitivo in politica mi è estraneo ma abbiamo le idee chiarissime. L’ Italia è diventata bipolare: da una parte il centrosinistra, dall’ altra il centrodestra. La vasta prateria del centro è una prateria limitata che non arriva all’ 8%. La maggioranza si dichiara o di centrodestra o di centrosinistra. Il centrodestra l’ abbiamo fondato noi nel ’94. Siamo noi che abbiamo cambiato il Msi, tenuto fuori dall’ arco costituzionale per decenni. La Lega era secessionista e voleva spezzare in due l’ Italia. Li abbiamo portati noi nel governo e convinto Bossi a trasformare il secessionismo in federalismo. Noi siamo il centrodestra. Se non ci fosse Fi in questa parte del campo ci sarebbe una destra-destra estremista, incapace di vincere le elezioni e non in grado di governare il Paese. E penso che di questo anche Salvini sia assolutamente convinto».

Renzi?

«Sappiamo chi è. È molto abile ma non c’ è alcuna possibilità di confluire in uno stesso partito. Lui è sinistra, ha vissuto e operato dentro il partito della sinistra. È stato il principale artefice del governo delle 4 sinistre. Una colpa grave che non possiamo dimenticare. Gli auguro buona fortuna nella sinistra ma noi giochiamo nell’ altra parte del campo».

Lei avrebbe visto Urbano Cairo di recente. Ha parlato di politica?

«No, sono mesi che non lo vedo. Sono legato da antica amicizia. È intelligente, ci sa fare, è un bravo imprenditore Quando ci siamo incontrasti abbiamo parlato di politica ma ha sempre escluso questa possibilità. Incompatibile con quello che ha da fare. Ha gli stessi valori nostri ma non ha alcuna intenzione di entrare in politica. Io ho sempre sperato di portare con noi manager, imprenditori, professionisti dell’ università e ho una lista di imprenditori che sono stati a casa mia; tutti hanno declinato l’ invito dicendo: Vuoi che facciano a me quello che hanno fatto a Berlusconi?. Da quando sono sceso in campo ho avuto 88 processi, devo lavorare con 105 tra avvocati e consulenti e sono arrivato a 3.671 udienze in 25 anni. Ho speso più di un miliardo in spese processuali e avvocati: avrei conosciuto altri modi per spendere meglio questi soldi».

A proposito di Papi stranieri, Mario Draghi tra poche settimane sarà disoccupato…

«Sono stato io a nominarlo governatore della Banca d’ Italia e a vincere la grande battaglia per nominarlo alla Bce. Ci sono riuscito perché uso sempre il sistema della cordialità, della vicinanza, dell’ amicizia e dell’ affetto. Non serve battere i pugni sul tavolo: è il sistema peggiore. La Merkel voleva il presidente della Banca centrale tedesca. Per lui votarono soltanto la Merkel, il suo reggicoda Sarkozy e la Finlandia. Li contattai tutti io. Tranne il finlandese che era in clinica e non me lo fecero incontrare. In ogni caso lui premier sarebbe sicuramente persona preparata e intelligente. Potrebbe farlo benissimo».

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