Biglietto nominale contro il bagarinaggio, che la “rivoluzione” abbia inizio

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biglietto

Finalmente ci siamo: ecco il biglietto nominale anti bagarinaggio. Da oggi, 1° luglio, chiunque vorrà partecipare ad eventi organizzati in strutture con una capienza superiore ai 5.000 spettatori, acquisterà un biglietto sul quale troverà il proprio nome e cognome. Per poter accedere all’area, così come accade per le compagnie aeree, sarà necessario esibire un documento di riconoscimento. In caso di impossibilità a partecipare sarà sempre possibile cambiare il biglietto attraverso le piattaforme di rivendita primarie. L’Agenzia delle Entrate, che ringrazio per l’instancabile lavoro di questi mesi, ha infatti pubblicato il provvedimento definitivo che disciplina l’entrata in vigore di questa legge, fortemente voluta dal M5S per risolvere una piaga che affligge, da anni, consumatori e artisti.

E non parlo solo dei bagarini in carne e ossa che si trovano spesso davanti agli stadi. Vi è mai successo di voler a tutti i costi partecipare a un concerto, di collegarvi al sito delle piattaforme primarie il giorno stesso della messa in vendita e di non trovare più biglietti disponibili? Peccato che, quegli stessi biglietti, pochi minuti dopo compaiano magicamente su piattaforme di rivendita secondaria, non al loro prezzo nominale bensì gonfiato, triplicato. Tutto questo è profondamente ingiusto, penalizza l’arte e i consumatori. Ecco perché, per noi, non deve più accadere.

Personalmente lavoro a questa legge dalla scorsa legislatura. Abbiamo organizzato una serie di audizioni con tutti gli attori coinvolti e siamo arrivati ad approvare, nell’ultima legge di Bilancio, una norma che, di fatto, intende mettere alla porta le piattaforme di rivendita secondaria. Ricordo a tutti che, a partire da gennaio, i siti che continuano a vendere biglietti a prezzo maggiorato, rispetto a quello nominale, operano nell’illegalità, truffano i consumatori. Ecco perché, nei giorni scorsi, ho auspicato un rapido intervento di verifica da parte dell’Agenzia per le garanzie nelle comunicazioni: la legge c’è e va fatta rispettare.

Lo dobbiamo ai consumatori, che non meritano di continuare a essere truffati, e a quanti, tra operatori e organizzatori, stanno lavorando da mesi per arrivare preparati alla scadenza del 1° luglio. Mi rendo conto che ci sono ancora molte resistenze nei confronti di questa legge ma resto convinto che si tratti di una piccola rivoluzione, di un cambiamento culturale profondo. Avrà i suoi tempi ma porterà i suoi frutti. Quanto ai bagarini che lucrano sulla passione e sulle emozioni degli spettatori sappiano di avere le ore contate.

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