Bollette telefono 28 giorni, Adiconsum: «Attendere sentenza Consiglio di Stato»

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Attendere la sentenza del Consiglio di Stato prima di accettare rimborsi alternativi proposti dalle compagnie telefoniche. Lo consiglia Adiconsum Emilia Centrale in riferimento alla vicenda delle bollette telefoniche a 28 giorni. Ricordiamo che il Consiglio di Stato ha rigettato la sospensiva sui rimborsi presentata da Vodafone, Wind Tre e Fastweb e le ha invitate a predisporre un piano scaglionato. All’avvicinarsi della data del 4 luglio prossimo, giorno in cui il Consiglio di Stato sentenzierà se i rimborsi dovranno essere automatici oppure no, le compagnie telefoniche stanno inviando ai consumatori offerte di servizi aggiuntivi che, in caso di accettazione, faranno decadere il diritto dell’utente a ricevere il rimborso per i soldi versati in più con le bollette a 28 giorni. «Denunciamo la scarsa trasparenza delle comunicazioni inviate dai vari operatori e ribadiamo che spetta al consumatore se aderire o no a tali offerte o se preferire il rimborso in bolletta – afferma Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale – Non esplicitarlo equivale a negare uno dei diritti fondamentali del consumatore: la libertà di scelta. Invitiamo i consumatori ad attendere la decisione del Consiglio di Stato, visto che le offerte alternative proposte non scadono nell’immediato». La telenovela dei rimborsi sulle fatturazioni si trascina da giugno 2017. Secondo gli accordi con le associazioni dei consumatori, le compagnie avrebbero dovuto restituire agli abbonati quasi un mese di canone. Di fatto, non “soldi indietro”, ma lo spostamento dell’addebito in avanti per un corrispondente numero di giorni (equivale, quindi, ad avere gratis il servizio fino a rimborso avvenuto). Le compagnie stanno, però, presentando piani alternativi di rimborso sotto forma di servizi. I consumatori sono liberi di accettarli, ma devono verificare se essi sono effettivamente convenienti e conformi alle linee guida dell’Agcom. «In ogni caso resta salvo il diritto del consumatore ad avere il rimborso in fattura», ribadisce in conclusione Adiconsum Emilia Centrale.

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