Bonus: Per Inps 2milioni di pratiche evase

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Pagliaro (Inca Cgil): Sarà vero? Qualche dubbio ce l’ho

Nonostante le rassicurazioni del presidente dell’Inps Pasquale Tridico sulla tenuta dei sistema informatico dell’Istituto, tanto da lanciarsi in numeri stratosferici delle pratiche evase (oltre 2 milioni) per il bonus di 600 euro, a due giorni dal flop, che ha costretto l’Istituto a sospendere tutta l’attività, ancora molte le difficoltà segnalate dal patronato della Cgil. Per il secondo giorno consecutivo, infatti, si va avanti a singhiozzo un po’ dappertutto, con qualche miglioramento in alcuni momenti della giornata.

Michele Pagliaro, presidente dell’Inca Cgil parlando all’Adnkronos fa il punto della situazione dubitando della bontà dei numeri delle pratiche evase diffuse dall’Inps.. “Se ieri il sito non ha funzionato e ci sono due milioni di pratiche – spiega -, allora nel giro di cinque giorni il problema si risolve da solo”.

“Non vorrei dubitare sui numeri diffusi dall’Inps – avverte -, ma qualche sospetto ce l’ho. Se questo sistema non funziona, non funziona. Se funziona e viaggia nell’arco di 48 ore con due milioni di pratiche, considerato che sono circa 10 milioni gli aventi diritto, allora il problema non esiste”.

“Purtroppo non è così”, commenta amaramente. “La verità , comunque verrà a galla. Vedremo se il giorno 15 aprile le prestazioni verranno pagate, perché il presidente Tridico è andato oltre; ha detto che il 15 tutti riceveranno i soldi. Auspichiamo che sia così. Intanto, per il patronato la situazione rispetto ai giorni precedenti non è cambiata più di tanto”.

“Noi ieri avevamo 14 mila invii su oltre 140 mila pratiche in giacenza -sottolinea ancora -. Oggi la situazione è migliorata ma non di tanto. Avremo anche triplicato gli invii oggi (circa 19 mila ndr), ma la situazione non è agevole”.

Per Pagliaro questa condizione “non è una novità”; “a chi come noi lavora con l’Inps – spiega – capita spesso e l’effetto annuncio del click day ha fatto il resto”.

In poche parole, per il presidente di Inca le cose non vanno affatto bene. “Non siamo in una condizione di dire che tutto è risolto; forse con il passare dei giorni la situazione migliorerà quando l’affluenza delle richieste diminuirà”, “ma ad oggi i problemi i sono eccome”, ha concluso.

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