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Borrelli: probabilmente a casa fino al 1 maggio. Rischio contagio di ritorno

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Mette le mani avanti il commissario all’emergenza e capo della protezione civile Angelo Borrelli e spiega che dovremo stare a casa ancora per molte settimane, molto probabilmente almeno fino al 1 maggio. Borrelli, intervistato a ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio 1, ha ribadito la necessità di avere “comportamenti rigorosissimi” spiegando che il coronavirus “cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali e dovremo mantenere le distanze” per diverso tempo.Soprattutto perché non è esclusa la possibilità che possa esserci un ritorno del virus, come dimostrano le nuove misure in Cina.
La Fase 2, spiega poi in un’altra intervista a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital, che viene definita di convivenza con il virus con la riapertura graduale di alcune attività, potrebbe iniziare da metà maggio ma il capo della Protezione civile spiega che è prematuro fare qualsiasi previsione: bisogna prima verificare l’andamento dei dati. “Dobbiamo vedere quando questa situazione inizia a decrescere. Non vorrei dare delle date, però da qui al 16 maggio potremo aver dati ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività e cominciare quindi la fase 2, spetterà agli esperti del comitato-tecnico scientifico deciderlo”. Potrebbe essere prima o dopo ha chiarito Borrelli, sottolineando che ora la situazione è stazionaria”.

Al momento il dato importante riguarda gli ospedali, le strutture sanitarie e le terapie intensive che si stanno alleggerendo di un carico di lavoro che ogni giorno era molto più forte e comportava sacrifici straordinari per trovare nuovi posti di ricovero e cura. Dal 27 marzo si registra, infatti, in costante calo di ricoveri anche nelle terapie intensive. “Una situazione – ha detto Borrelli – che ci permette di gestire l’emergenza con minore affanno grazie anche a comportamenti che assolutamente devono continuare”.

Quanto alle mascherine saranno gli esperti a dare indicazioni sul loro utilizzo, ha detto Borrelli, spiegando che al momento c’è un problema di reperimento per la popolazione mentre per i sanitari in queste settimane stanno arrivando carichi importanti dall’estero. “Sicuramente le mascherine servono, ma servono soprattutto i comportamenti responsabili”.

Parlando della circolare del Viminale che ha suscitato diverse polemiche, il capo della protezione civile ha spiegato che non ha introdotto nessuna novità. “Il documento non sposta i termini, l’ora d’aria e’ una misura che non è ancora operativa, bisogna fare attenzione, rispettare le regole di prudenza e stare ancora in casa”.

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