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Botte all’Inps e il ritorno dei privilegi

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tridico

Non bastasse Draghi a Palazzo Chigi, il tanfo di restaurazione della vecchia politica e dei privilegi per i soliti noti si sente sempre più forte nel Paese. Un’avvisaglia, la penultima, l’abbiamo vista due giorni fa, quando il Garante della Privacy ha multato per 300mila euro l’Inps (leggi l’articolo) per aver portato a galla, senza chiedere prima il permesso, i furbetti che intascano senza diritto bonus Covid, Reddito di cittadinanza, assegni di invalidità e altro ancora.

I truffatori – perché di questo si tratta, con l’aggravante che rubano allo Stato – da tempo sono nel mirino dei controlli a tappeto disposti dal presidente dell’Ente, Pasquale Tridico. Mai però l’Autorità aveva eccepito niente, fin quando non sono finiti sotto la lente alcuni parlamentari beccati a incassare gli aiuti destinati a chi ha perso gran parte del reddito per la pandemia. Così – guarda che coincidenza! – appena si è toccata la politica è arrivato l’altolà, con l’effetto di scoraggiare tutti gli accertamenti, verso chicchessia.

La legge è legge, dirà chi proprio non vuol rinunciare a sperare nella buonafede di chiunque, ma ieri è arrivato un nuovo indizio dell’azione volutamente diretta contro l’Istituto di previdenza. Sempre lo stesso Garante ha multato anche il Ministero dello Sviluppo economico, per presunti comportamenti ben più gravi di quelli dell’Inps, assegnando però una sanzione di 75mila euro, quindi ben più modesta di quella recapitata a Tridico.

In un Paese dove c’è voluto un impegno fortissimo, con tutta la pressione dei Cinque Stelle, per abolire i vitalizi di Lorsignori deputati e senatori, quello che è uscito dalla finestra si sta facendo dunque rientrare dalla porta. Anche con avvertimenti oggi all’Inps e domani vedremo a chi tocca, ma che questo Paese ha bisogno di comprendere e denunciare, per non fare – sul fronte della lotta ai privilegi – dopo un passo avanti tanti altri indietro.

Un obiettivo centrale, perché la pandemia ha fatto schizzare le diseguaglianze, e il ritorno dei vecchi regali ai soliti volponi mentre tutti gli altri tirano la cinghia stavolta sarà difficilmente digeribile se non con i forconi in piazza.                                                                                                                           Gaetano Pedullà

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