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Braia: “Basta omissioni sull’autismo”

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Il gruppo di Italia viva presenta una mozione con la quale chiede di “incrementate misure di sostegno per famiglie che provvedono alle cure dei propri cari affetti da questi disturbi e che autonomamente sostengono costi per i dovuti interventi specifici”

“La Basilicata omette l’autismo e nega attualmente diritti sacrosanti alle famiglie. L’assistenza alle persone con disturbi dello spettro autistico, attraverso la piena attuazione della legge 134 del 18 agosto 2015 ‘Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie’ deve essere garantita dal Presidente Bardi e dalla sua Giunta. Bisogna giungere urgentemente all’approvazione del Piano operativo che recepisca l’aggiornamento delle linee guida nazionali, relativamente agli interventi da realizzare”.

Lo dichiara il Consigliere regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva che aggiunge: “è oramai improrogabile dover individuare e rendere disponibili strutture residenziali o semiresidenziali al fine di poter erogare interventi e metodi a persone affette da disturbi dello spettro autistico. Vanno incrementate le misure di sostegno per le famiglie che quotidianamente provvedono alle cure dei propri cari affetti da questi disturbi e che autonomamente sostengono costi per i dovuti interventi specifici. E’l’impegno che chiediamo al presidente Bardi con la mozione che abbiamo depositato, come gruppo consiliare Italia Viva insieme al collega Polese, relativa all’applicazione della legge 134/2015”.

“I ragazzi affetti da disturbo dello spettro autistico – prosegue Luca Braia – una grave sindrome purtroppo sempre più frequente, costringono intere famiglie a una via crucis quotidiana. Situazione aggravata nel periodo del lockdown per emergenza covid19 anche dalla impossibilità di frequentare la scuola e gli specialisti, per la cronica carenza di sostegno e servizi. Apprendiamo che, nelle ultime settimane, un gruppo di mamme ha presentato ricorso al Tar contestando il comportamento omissivo della Regione Basilicata in violazione dell’art. 3 della legge n. 134 del 18 agosto 2015 e della normativa correlata con richiesta del conseguimento per via giudiziale della disponibilità sul territorio di strutture semiresidenziali e residenziali accreditate, pubbliche e private, con competenze specifiche sui disturbi dello spettro autistico”.

“Per garantire la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita e l’inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico – continua – in particolare l’art. 3 stabilisce, infatti, che siano proprio le ‘regioni garantiscono il funzionamento dei servizi di assistenza sanitaria alle persone con disturbi dello spettro autistico’. Invece, spiace dover riportare che non si rinvengono a tutt’oggi sull’intero territorio della Basilicata strutture semiresidenziali o residenziali accreditate con competenze specifiche sui disturbi dello spettro autistico in grado di effettuare la presa in carico di soggetti minori, adolescenti e adulti. Ancor più grave: non vi è traccia del Piano operativo regionale per il quale la Regione aveva, con Dgr, impegnato le Aziende sanitarie locali Asp e Asm”.

“Quanto ancora dobbiamo attendere – prosegue – perché il Piano venga approvato e inviato al Ministero della salute? Una urgenza non deve diventare emergenza: è un dovere per la Regione Basilicata sostenere le famiglie che quotidianamente si trovano ad affrontare questa problematica, costrette a notevoli sacrifici per assicurare ai propri congiunti le giuste terapie”.

“L’individuazione di strutture semi-residenziali pubbliche o private accreditate in grado di prendere in carico i soggetti e dove possano essere erogate terapie specifiche e nuove tecniche di intervento come per esempio il metodo A.b.a. (Analisi applicata del comportamento) – conclude Braia – è un diritto per le famiglie, per il quale il Servizio sanitario deve anche erogare il rimborso delle spese. Appaiono insufficienti le attuali misure a sostegno di tutti i nuclei familiari in cui vivono persone affette da spettro autistico e nel 2020, in una regione che si è sempre caratterizzata per l’apertura e la garanzia dei diritti di tutte le persone, specialmente quelle più deboli, un tale ritardo non ce lo possiamo più permettere. Bardi, svegliati”.

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