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incidente

Ho assistito nei giorni scorsi a Monfalcone, in provincia di Gorizia, ad una conferenza di Ferruccio De Bortoli, nell’ambito di GEOgrafie, e le geografie oggetto degli incontri erano non solo quelle tradizionali che possiamo studiare a scuola, ma anche quelle nuove, virtuali, che si sono create nel nostro pianeta interconnesso.
De Bortoli ha affrontato vari argomenti, molti condivisi dal pubblico, altri forse meno, ma comunque tutti ben argomentati dal conferenziere.
Parecchi spunti per la conversazione sono stati presi anche dal suo volume “Ci salveremo”, di recente pubblicazione. Il titolo ci presenta senz’altro un punto di vista positivo, di fronte ai tanti problemi che ogni giorno la vita ci propone.
De Bortoli ci ha invitato, sì, proprio a noi, di avere un atteggiamento positivo e comportamenti che poi riusciranno a fare da traino: come i comportamenti negativi ci fanno da esempio per comportarci male, così potranno fare anche i comportamenti positivi. E questa è stata senz’altro la parte dell’incontro che mi è piaciuta di più, ma credo che sia una linea di pensiero di De Bortoli, senz’altro notata anche dalla giuria del premio “Buone Notizie”, che ha premiato il giornalista nel 2014.
Mentre rientravo, ho ripensato all’idea dei comportamenti positivi, e mi sono ricordato che già nel 1982 gli psicologi James Wilson e George Kelling hanno condotto un esperimento per dimostrare come funzionano i nostri comportamenti, in situazioni di esempi positivi o negativi.
La teoria prende il nome di “finestre rotte”, ma si applica a qualsiasi situazione. Sono state lasciate due automobili identiche in buono stato, una nel Bronx e una in un quartiere ricco della California. Quella lasciata nel Bronx giorno dopo giorno portava segni di vandalismo: prima sono state asportate le ruote, poi gli specchietti, e piano piano è diventata un rottame; quella lasciata in California invece era rimasta intatta. E fin qui, forse ci si aspettava questo esito.
Ma appena gli psicologi hanno fatto il primo danno alla seconda vettura, ecco che anche quella ha fatto la stessa fine della prima: è bastato un piccolo input e subito anche nel quartiere ricco la macchina è stata oggetto di furti e degrado.
Allora, e senz’altro mi associo al pensiero di De Bortoli, forse basta che ciascuno di noi si abitui ad evitare anche il più piccolo comportamento negativo, e ne eviteremo molti altri.

Giorgio Dendi

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