ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish

CARO PREMIER, LE SCRIVO

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print
unione cattolica

CARO PREMIER, LE SCRIVO
La lettera programmatica aperta di Ivano Tonoli, leader e Segretario nazionale del Partito Politico Unione Cattolica, indirizzata al nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana Professor Mario Draghi, dal 2012 al 2019 Presidente della Banca Centrale Europea e artefice in tale ruolo dei provvedimenti per la sostenibilità di lungo periodo dei debiti pubblici sovrani.
“Il Suo incarico al vertice del Governo dell’Italia può inaugurare un periodo epocale di attese riforme di importanza storica analoga alle determinazioni mirabili e straordinarie che per le Istituzioni Vaticane stanno qualificando il Magistero costituente del nostro amatissimo Papa Francesco”

STIMATISSIMO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROFESSOR MARIO DRAGHI,

Mi rivolgo a Lei con rispetto e deferenza totali, riconoscendo in Lei il solo interlocutore legittimo del nostro Partito per affrontare i temi della politica istituzionale, economica, sociale e legalitaria di cui il suo Governo si dovrà occupare.
Lei è un Gesuita, un Cattolico convinto, una personalità di grande esperienza e di straordinaria e universalmente riconosciuta competenza e intelligenza, valido interprete e precursore della Dottrina sociale della Chiesa per cui riteniamo Ella sia il solo, nell’attuale sistema politico-istituzionale venutosi a formare dopo la venuta meno dell’esperienza dei governi Conte, a rappresentare veramente le istanze e le aspettative del mondo Cattolico che ci onoriamo di rappresentare come Partito politico e come impostazione programmatica operativa per il Paese.
Il ruolo che Lei ha assunto, a capo del Governo dell’Italia, rappresenta un’opportunità unica di imprimere un cammino innovatore e riformatore di importanza analoga al percorso mirabilmente intrapreso e condotto, con determinazioni attuative di straordinaria portata per le Istituzioni Vaticane, dal Magistero costituente del nostro amatissimo Santo Padre Francesco.
Riforma politica
Lei, Presidente Draghi, è chiamato a svolgere un compito storico, immane, enorme: azzerare i partiti che La appoggiano e che si presentano come incapaci, inetti, confusi, opportunisti, timorosi del giudizio popolare, senza alcun ideale, aggrappati a ideologie bocciate dalla Storia, ai “falsi rimedi” da sempre denunciati dalla Chiesa Cattolica e dalla sua mirabile Dottrina Sociale di cui è oggi paladino e massimo rappresentante il nostro amatissimo Papa Francesco.
Partiti, quelli che formano la maggioranza numerica creatasi in Parlamento, di cui fanno parte esponenti su molti dei quali gravano sospetti di corruzione e di collusione, e dominati tutti dal solo obiettivo di continuare a percepire, in maniera immeritata e senza eguali nel resto dell’Europa, 15mila euro netti al mese fino al mese di maggio del 2023.
Lotta al malaffare
Esimio Professor Draghi, siamo totalmente dalla Sua parte, e la appoggeremo in ogni sede nel Suo proposito di sradicare mafie e corruttele, portato diretto del sistema partitocratico ormai avvitato su se stesso: per questo obiettivo, però, urgono delle riforme istituzionali – attuabili fin da ora in via legislativa ordinaria – in cui chi ottiene il maggior numero di voti in libere consultazioni popolari possa esercitare l’azione di governo senza subire condizioni esterne o condizionamenti interni, legittimato da una procedura elettiva maggioritaria all’americana e dal dialogo costante e trasparente con Cittadini e Ceti sociali intermedi.
Riforme ispirate al principio Cattolico – ribadito da Sua Eminenza il Cardinal Bassetti Presidente della Conferenza episcopale Italiana – della “Rivoluzione mite”, mite ma per nulla sottomessa, che vadano nella direzione del modello della Sussidiarietà tedesca: con gli stessi rigorosi controlli pubblici e giurisdizionali sulle spese e sulle entrate dello Stato e con la stessa coordinata e non più confusa ripartizione delle competenze, dei ruoli e delle funzioni tra il potere governativo centrale e l’autorità regionale e territoriale locale; una confusione – quella tutta italiana – alla base della impossibilità di mettere sotto controllo il nostro debito pubblico e di realizzare le opere pubbliche e gli investimenti di cui vi sarebbe vitale bisogno per ripartire e riprendersi con vigore.
Riforme giuste per Giustizia e Amministrazione
Una riforma che restituisca fiducia nella Giustizia con nuove regole a favore di processi giusti, ragionevoli e veloci, debellando la piaga della politica politicante e ideologica nella magistratura e affidandosi a una Cattolica convinta come la nuova ministra Cartabia, preparatissima giurista e migliore garanzia per una legislazione equilibrata, chiara e certa in materia penale, civile e procedurale.
Siamo pienamente concordi con Lei che occorra restituire alle Persone e agli Investitori la possibilità di verificare in ogni momento l’avanzamento delle procedure e la destinazione dei soldi versati a titolo fiscale, perché solo con la semplificazione si recide la corruzione, con uno Stato che sia non più un opaco burocrate aggiunto ma “il” garante della legalità e della prossimità presso i Cittadini.
Riforma sanitaria territoriale
Appoggiamo, caro Professor Draghi, il Suo proposito di bilanciare la Sanità spostando il baricentro sulla Medicina territoriale e sul recupero della sovranità dell’Italia nel settore biomedicale e farmaceutico, le uniche due dighe in grado di arginare e respingere del tutto l’offensiva di vecchi e nuovi virus e malattie, conferendo poteri conseguenti alle Amministrazioni comunali, ai Sindaci, agli operatori socio-sanitari di base – come auspicato dal nostro amatissimo Papa Francesco – e ponendo al centro l’agire in sicurezza dei medici di base, dei farmacisti, dei centri ambulatoriali a cui dovranno essere demandate le dotazioni tecnologiche necessarie all’esercizio della Telemedicina e all’erogazione di tempestive cure in abitazione, specialmente per anziani e pensionati oggi confinati e abbandonati dai populisti.
I pronto soccorso andranno riattivati e ripristinati in ciascuna zona anche la più periferica del Paese, e l’ospedalità cattolica e parificata dovrà essere messa in condizione di svolgere il proprio compito integrativo e complementare nel servizio sanitario pubblico a favore del Diritto alla Vita inteso nella sua integralità.
Riforma dei sussidi in senso non più assistenzialistico
Le chiediamo, Presidente, di andare verso uno Stato sussidiario e non più assistenzialista, dove gli attuali sussidi populistici – fonte di abusi e di ingiustizie a danno di lavoratori in crisi e di pensionati decurtati del potere d’acquisto – siano sostituiti da sostegni reddituali dignitosi circoscritti ai “veri poveri” sotto la supervisione di controlli preventivi di pubblica sicurezza a chi ne ha autentica immediata necessità – come proposto magistralmente dal valoroso Procuratore antindrangheta Nicola Gratteri – in quanto impossibilitato a sopravvivere e a procurarsi nell’immediatezza un sostentamento materiale e alimentare.
Lei, Professor Draghi, a differenza dei politici politicanti poco inclini alla cultura del lavoro, sa benissimo che in una Nazione come l’Italia gli aiuti alle famiglie si integrano naturalmente con gli aiuti alle imprese, e che la fiscalità deve essere contestualmente al fianco delle une e delle altre, perché penalizzando le une si colpiscono le altre, e quindi occorrerà insieme lavorare a una autentica “Costituente fiscale” che parta dal “Fattore famiglia”, dalla Seconda Possibilità e dalla Pace con i Contribuenti.
Incentivi formidabili all’Impresa, alla Famiglia naturale, alla Scuola tecnica cattolica per tutelare il lavoro e il risparmio
Servono incentivi imponenti alle aziende in grado di produrre ricchezza, posti di lavoro e benessere per la società, e di recuperare le situazioni di crisi di settore e di mercato in capo alle realtà imprenditoriali purtroppo più colpite dalla pandemia e dalla globalizzazione cinese.
Il solo argine alla cattiva mondializzazione provocata dalla Cina e dall’Estremo Oriente, interessato solo a renderci più poveri e più dipendenti come dimostrato dall’epidemia in atto, è il sostegno alle piccole e medie Aziende made in Italy attraverso il moltiplicatore del fondo di garanzia creditizia sul mercato interno e attraverso la leva dei fondi di internazionalizzazione gestiti da Cassa Depositi e Prestiti e SACE per crescere su mercati veramente amici, complementari e di prossimità come i Balcani e l’Albania che ne è la porta di ingresso primaria e naturale e il cui Premier Edi Rama ha in più occasioni espresso parole di altissimo elogio nei Suoi confronti.
Allo stesso tempo, occorre rendere di nuovo protagonista, come prescrivono la Costituzione italiane e il nostro Santo Padre, la famiglia naturale dedicandole un vero e proprio cassetto o paniere fiscale in grado di tutelare i ceti medi e i redditi medio-bassi, incentivando la natalità, la cura domiciliare, l’acquisto della prima casa, la formazione continua, l’accantonamento previdenziale, con la previsione altresì di fortissime agevolazioni agli Oratori parrocchiali, autentico patrimonio di socialità distribuito sull’intero territorio nazionale, argine contro il bullismo e risorsa per il volontariato, e alle Scuole paritetiche che il governo precedente ha condannato assurdamente al fallimento! Un Paese che pone la famiglia naturale nella propria Costituzione non può avere una legge ordinaria che rechi nel proprio titolo “l’interruzione volontaria di gravidanza”, con quasi 200 aborti all’anno per ogni mille bambini concepiti!
Urge restituire completa dignità alla Scuola tecnico-professionale, come Lei ha magistralmente esordito nelle Sue linee programmatiche al Parlamento, e questo corrisponde al riconoscimento della magnifica tradizione italiana dei Cattolici ecclesiali e laici nella fondazione dell’insegnamento delle Arti e dei Mestieri non disgiunto dalla formazione al Catechismo, per avviare a tali corsi 700.000 giovani all’anno, con in parallelo una specifica attenzione trasversale all’educazione finanziaria e alla gestione paziente e prudente del risparmio, altro pilastro costitutivo della Dottrina Sociale della Chiesa, per orientarlo in sicurezza e trasparenza agli investimenti necessari alla ripresa nazionale e alla serenità familiare.
L’insegnamento mirabile di Papa Francesco e il suo esempio di coraggio innovatore e costituente
Mai come adesso, Professor Draghi, interesse nazionale e bene comune tendono a coincidere, perché come enunciato da Papa Francesco siamo “Fratelli tutti”: le disuguaglianze, aggravate da forme assistenzialistiche egualitariste e tardive, si contrastano non gridando all’abolizione della povertà, ma premiando le forme di aggregazione, comunione e fratellanza nel rispetto del Vangelo e della Dottrina Sociale, con norme durissime e subito esecutive contro mafia, corruzione e sperpero di denaro pubblico. Una partita che vale, da sola, oltre 400 miliardi di euro, il doppio del Recovery fund, e che potrebbe essere vinta recependo il “Codice Gratteri” lasciato volutamente nel cassetto dai governi populisti e sovranisti.
Ristabilire il solido Atlantismo delle origini, fondato sul piano Marshall, sull’amicizia con gli Stati Uniti d’America, sulla cooperazione con la Russia postcomunista al fine di isolare la Cina neocomunista
Presidente Draghi, Lei come noi è un convinto Atlantista: l’Italia deve tornare a guidare la coalizione europea di alleanza fedele agli Stati Uniti d’America, ripristinando altresì la “dottrina Reagan” che ha consentito 30 anni fa la caduta del Muro di Berlino e l’avvio del dialogo distensivo con la Russia che deve tornare a essere un interlocutore di rispetto per lo sviluppo di rapporti commerciali di natura industriale, aerospaziale, agroalimentare, biomedicale e farmaceutica risultando lo “Sputnik” un vaccino antivirale testato con enorme successo.
La Sua voce in capitolo potrà essere risolutiva al fine di ottenere la rimozione delle illogiche sanzioni economiche comminate a livello sovrannazionale alla Russia, e che il sistema produttivo italiano si trova a dover subire con effetti disastrosi per le nostre esportazioni, e questo in contraltare al sistema di impunità completa di cui la Cina continua a godere, invadendo l’Europa con ogni genere di prodotto tossico, nocivo, virale, batterico e microbico terribile per la salute umana e per la salubrità di ambienti e alimenti.
Le sanzioni commerciali devono essere applicate a Pechino, non a Mosca, la cui alleanza sanitaria, culturale e tecnologica potrà essere determinante per neutralizzare il pericolo cinese!
Tornare a un Europeismo Degasperiano
Noi, come Lei, siamo convinti che l’Italia possa crescere in Europa, e possa e debba farlo con la statura che compete a un Paese cofondatore che, come tale, sia del tutto titolato a emettere titoli del debito pubblico della durata di 70 anni a interessi bassissimi – resi tali dal Suo magistrale intervento attuato con l’istituzione del Quantitative Easing – per poter acquisire le risorse da vincolare agli ammodernamenti istituzionali, amministrativi, industriali e infrastrutturali, e a leggi che riattivino il circuito di opere pubbliche celeri, sicure e ad altissimo valore aggiunto, di lotta all’isolamento interno e internazionale, sia fisiche che informatiche con un 5G frutto di una totale ricerca e applicazione Made in Italy.

Salvare il Turismo e l’Agricoltura, per continuare a promuovere eccellenza e bellezza Italiane nel Mondo
Lei, Professor Draghi, ha la possibilità di far risorgere il settore del Turismo, stremato da una successione di provvedimenti di chiusura che finora hanno stoppato non il virus ma l’economia e il lavoro di centinaia di migliaia di famiglia; così come può rimettere in campo la nostra Agricoltura, costretta a subire le pratiche ribassiste dei colossi multinazionali e distributivi e il dumping internazionale che manda in fumo ogni anno 140 miliardi di euro di PIL italiano e mezzo milione di posti di lavoro.

Abbia coraggio, Presidente Draghi!
Lei è il numero uno, proponga una “Rivoluzione mite e definitiva”, senza cedere ai ricatti incrociati e ai compromessi umilianti di questi partiti stolti e improvvisati, eredi dei “falsi rimedi” del socialismo reale, del neocomunismo giallorosso, del giustizialismo, del pauperismo, del nazionalsovranismo, il cui unico fine è quello di omologare al ribasso e dividere il Paese per farne il proprio “regno” degli interessi particolaristici.
Se così farà, Ella avrà l’appoggio del mondo Cattolico che, unitariamente inteso, forma la maggioranza effettiva e reale del Paese. Non solo: avrà il sostegno di tutti i Cittadini volenterosi, che vogliono come noi “benedire” il nuovo corso di una nuova Italia, fortificata nella Fede e risorta nella Fiducia.

BUON LAVORO, PRESIDENTE DRAGHI!

IVANO TONOLI
SEGRETARIO NAZIONALE
PARTITO UNIONE CATTOLICA

PRESIDENTE
CONFEDERAZIONE DATORIALE
E SINDACALE “CONFEDES”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print

Ti potrebbero interessare

Le fiamme hanno raggiunto Pripyat, la città fantasma all’interno della

putin

Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con il

sassoli

Presidente Sassoli, lei ha detto che l’Europa può essere leader

Dal 20 al 27 settembre milioni di persone in tutto

Polemica per la ‘missione’ all’Onu di Davide Casaleggio, dove parlerà

“Tra poche settimane sarà passato un anno. Un anno esatto

ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish
Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, accetti l’uso dei cookie.