Chalencon (Gilet Gialli) contro Macron: “Protesta esploderà”

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gilet

“Con questa decisione Macron danneggerà ancora un po’ di più l’economia francese. Il presidente francese continua ad applicare il suo piano di distruzione del Paese. Usa il Covid, questa pandemia che non è così grave come vogliono farci pensare, per placare la contestazione. Con queste misure distruggerà una parte importante dell’economia, non la grande distribuzione e le grandi imprese, ma le pmi, gli artigiani, i negozi di vicinato, i teatri e i cinema, i bar e i ristoranti. Tutti luoghi che creano legami sociali saranno distrutti. La protesta in Francia sta per esplodere”. A sostenerlo all’Adnkronos è Christophe Chalençon, il leader dei gilet gialli che a febbraio scorso aveva incontrato in Francia l’allora vicepremier Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista creando una crisi diplomatica tra Parigi e Roma culminata con il richiamo dell’ambasciatore transalpino Christian Masset.

“Come si fa a pensare che nelle periferie al 21 il coprifuoco sarà rispettato ? I quartieri – osserva Chalençon commentando la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di instaurare un coprifuoco a Parigi e in altre otto città dalle 21 alle 6 mattino – resteranno preda dell’illegalità mentre l’economia reale, quella costituita dai negozi, dai bar, dai ristoranti e dalla palestre sono destinate a chiudere i battenti. La pressione sale, la protesta sta per esplodere”. Ora, spiega, “sempre più francesi iniziano a capire il perché delle proteste dei Gilet Gialli che tempo fa denunciavano questa monarchia repubblicana che vige in Francia. Ora sono uscito da questo movimento perché non condivido più le rivendicazioni dopo che è stato infiltrato dall’estrema sinistra ma resto Gilet giallo nel profondo del mio cuore. Ora sto cercando di creare un’alternativa: serve una democrazia rappresentativa e non più questa democrazia partecipativa. I presidenti francesi, da Pompidou fino a Macron, seguono la stessa linea politica che è la distruzione dello Stato nazione”.

Sul Covid, aggiunge Chalençon, “condivido la posizione di Didier Raoult”, l’infettivologo e direttore dell’Institut hospitalo-universitaire Méditerranée infection (Ihu) di Marsiglia che in Francia divide la comunità scientifica da quando è cominciata l’epidemia e che ha sempre sostenuto la necessità dell’uso della clorochina nell’emergenza sanitaria. “La malattia c’è, non lo nego, ma la pandemia non è delle dimensioni prospettate. La malattia può essere curata”, spiega ancora Chalençon. “Siamo di fronte ad una menzogna di Stato”.

Per l’ormai ex leader dei Gilet Gialli “il 70% dei francesi condivide ormai quello che i gilet gialli inizialmente denunciavano e rifiuta la politica attuata dal governo francese. C’è un rischio di una frattura sociale”, sottolinea Chalençon che si dice “favorevole ad un cambiamento di regime in Francia. Ormai la Quinta Repubblica è morta e la Francia è stata venduta all’Europa che è costituita da funzionari. Io sono favorevole a un Unione Europa degli Stati sovrani”.

“Sarà interessante capire che cosa uscirà fuori dalle perquisizioni nell’abitazione e nell’ufficio del ministro della Sanità francese Olivier Veran nell’ambito di un’inchiesta della Corte di giustizia della Repubblica sulla gestione della pandemia di coronavirus in Francia. Vedremo quello che succederà”, sottolinea Chalencon che comunque resta convinto “che la giustizia in Francia non è più indipendente”.

A maggio del 2019 Chalençon con il suo movimento ‘Evolution Citoyenne’ aveva ottenuto lo 0,01% ossia circa 2.000 alle elezioni europee. Più volte l’ex leader dei Gilet gialli si è ritrovato alle prese con delle polemiche dopo delle dichiarazioni che per molti sono state considerate come un’istigazione alla violenza.

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