Ci sono circa 1 milione e 700mila specie tra animali, piante, funghi, batteri e altre forme di vita

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animali

Questo grande numero di specie in un ambiente è la biodiversità. E si stima che dobbiamo ancora scoprire altri 12 milioni di specie che non sappiamo neanche esistere sulla Terra.

La biodiversità non è una cosa lontana o di cui si fissano alcuni ambientalisti. La biodiversità siamo noi.
Il rapporto odierno ‘Biodiversità a rischio’ di Legambiente traccia un quadro allarmante sullo stato di salute del nostro patrimonio naturalistico a partire dal Mediterraneo, che soffre per un eccessivo prelievo di pesca e catture accidentali, inquinamento delle acque, urbanizzazione massiccia delle coste e modifiche degli habitat indotte da attività umane.

Nel report è evidenziato che nella ‘lista rossa’ del Mediterraneo più della metà di squali, razze e chimere (esistono 🙂 ) è a rischio estinzione. Delle 672 specie di animali vertebrati italiani addirittura sono 161 quelle minacciate di estinzione e 6 si sarebbero già estinte negli ultimi anni. Anche per la flora italiana i dati sono emergenziali: il 65% delle piante vascolari e il 55% delle specie non vascolari è da considerarsi minacciato.

Bisogna rafforzare la legislazione nazionale e regionale per la tutela ambientale e ampliare le aree protette, marine e terrestri, fino ed oltre gli obiettivi del 30% per il 2030. Bisogna colpire chi si macchia di qualsiasi forma di ecoreato. Parallelamente bisogna aumentare gli indispensabili presidi territoriali di vigilanza ambientale. Coloro che ci possono difendere.

Il Corpo Forestale dello Stato a livello nazionale, soppresso dopo 194 anni gloriosi di storia da gennaio 2017 dal governo Renzi, va ripristinato. Così come dare forza alle polizie provinciali su scala locale, vittime della scellerata legge Delrio del 2014 che ha reso le province gli ectoplasmi di se stesse.
Su scala globale circa un terzo delle epidemie è causato dall’ingerenza della specie umana sulle foreste pluviali tropicali. E purtroppo lo abbiamo provato sulla nostra pelle in questi mesi.

I dati dell Istituto nazionale brasiliano per le ricerche spaziali (Inpe) sulla foresta amazzonica indicano che in Brasile nei primi quattro mesi c’è stato un +55% di deforestazione rispetto al 2019. In Colombia la distruzione della foresta durante i primi quattro mesi del 2020 potrebbe aver superato già quella dell’intero 2019. Tra le cause più impattanti sugli habitat ci sono l’agricoltura e l’allevamento per la produzione intensiva, globale e industriale di carne e derivati.
Queste cose danneggiano anche noi, non sono lontane, abbiamo visto come un qualcosa di invisibile come un virus possa colpire così profondamente la nostra vita quotidiana. Avviare un ripensamento globale in chiave etica – ecologica – ambientale di ogni nostro comportamento serve a non vedere mai più le nostre città in lockdown.

Dobbiamo rovesciare completamente il paradigma di un ambiente adattato ai capricci della specie umana, in quello di una specie umana capace invece di adattarsi e rispettare l’ambiente. La giornata mondiale della biodiversità va celebrata tutti i giorni e in ogni nostro comportamento. Se non cambiamo, sarà il Pianeta a cambiare noi.

Pensa a cosa hai provato ad uscire al sole e all’aria dopo la clausura forzata del coronavirus. Quel respiro che hai fatto, quella sensazione di libertà.
Difendi quella sensazione. Per difendere la tua libertà devi difendere la biodiversità. Iniziamo da oggi.

Alice Salvatore e Marco De Ferrari

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