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Cirinnà: “Ci vuole la legge contro l’omofobia, i bavagli non c’entrano”

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omofobia

“Nella battaglia per i diritti il centrosinistra riparta proprio dalla legge contro l’omotransfobia. Ai vescovi ricordo che violenza e discriminazione non sono opinioni, ma azioni che possono arrivare a crimini d’odio. Il bavaglio qui non c’entra”. Lo dice Monica Cirinnà, senatrice, madrina della legge sulle unioni civili, nominata responsabile per i diritti del Pd.
Legge contro l’omotransfobia

Per la Cirinnà “si tratta di una legge attesa da più di vent’anni, che dà risposta a un’urgenza sempre più avvertita nel paese. Basta aprire un giornale per rendersi conto che sono ancora tanti, troppi, gli episodi di discriminazione e violenza ai danni delle persone Lgbt e delle donne colpite da misoginia. Io ricevo continuamente segnalazioni, richieste di aiuto, testimonianze che fanno venire i brividi”.

Perché, sostiene la senatrice dem “nonostante le conquiste degli ultimi anni – penso soprattutto alla legge sulle unioni civili – evidentemente c’è molto lavoro da fare per consolidare in Italia una cultura del rispetto e della pari dignità. Per questo, è necessaria una buona legge, che non si limiti a ricorrere allo strumento penale, ma metta in campo politiche e risorse, per garantire supporto e sostegno alle vittime, ma anche azioni di prevenzione. La bozza di testo unificato circolata in questi giorni va esattamente in questa direzione e va approvata in fretta”.
Nessuna deriva liberticida con la legge

Non c’è, per la responsabile Diritti , il pericolo che la legge crei una deriva liberticida perché “il principio deve essere chiaro per tutti, vescovi compresi: violenza e discriminazione non sono opinioni, come non lo sono i discorsi d’odio. Una cosa è la libertà di espressione, il pilastro della nostra convivenza democratica, che nessuno sta mettendo in discussione.

Però non possiamo fare finta di non sapere – e ci sono decenni di giurisprudenza della Corte costituzionale e delle Corti europee – che questa libertà non si può spingere fino alla libertà di discriminare, di essere violenti, di offendere la dignità altrui. Questa legge non persegue le opinioni ma solo le azioni violente che ne possono seguire”.
Nessun bavaglio

Il sospetto del bavaglio è la ragione per cui la legge si è arenata nella scorsa legislatura? “Il punto controverso era sempre questo, sì. Ma non dimenticherei che la legge si è arenata, nonostante la buona volontà di tante e tanti di noi, perché non c’è stato forse il coraggio di prendere posizione fino in fondo contro le troppe mistificazioni. C’è stato un compromesso al ribasso che non ha soddisfatto nessuno fino all’insabbiamento della legge. Ora la politica decida”.

Cirinnà sostiene che “le posizioni sui diritti sono qualificanti per un grande partito della sinistra europea. E devono condurci a tutelare la vita e la dignità delle persone in tutta la loro complessità e ricchezza: per questo, la premessa fondamentale deve essere quella di superare la contrapposizione tra diritti civili e diritti sociali”.
Stepchild adoption

“Non voglio più sentire parlare di scontro ideologico sulla stepchild adoption, ma di dare a tutti i bambini gli stessi diritti e tutele. Questo si ottiene con il riconoscimento della genitorialità alla nascita. Sulla gestazione per altri sono favorevole a discutere in Italia una legge su basi etiche come quella del Canada e della California, sono contraria a

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