Concerto per il Premio Renzo Giubergia alla flautista Sofia Salazar

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TORINO – Giunto alla VII edizione, il premio ha un valore di 10.000 euro e viene conferito ogni anno dalla Fondazione “Renzo Giubergia” a un giovane musicista di spiccato talento; tra i premiati delle precedenti stagioni si ricordano il violinista Daniil Bulayev, l’arpista Tjasha Gafner, il violoncellista Alessio Pianelli, il pianista Marco Scilironi, la cantante Laura Capretti. La Fondazione, presieduta da Paola Giubergia e con la direzione artistica di Francesca Gentile Camerana, nasce per onorare la memoria del presidente di Ersel, con l’intento di promuovere nuovi talenti musicali nazionali e internazionali e organizzare concerti e iniziative di alto profilo, valorizzando al contempo luoghi di particolare interesse culturale e architettonico del nostro territorio.

Nata a Caracas nel 1999, Sofía Salazar si è trasferita a Madrid per perfezionare il suo percorso di studi e, proprio grazie al sostegno della Fondazione «Renzo Giubergia», sarà in grado di terminare la sua formazione presso la Escuela Superior de Música Reina Sofía di Madrid.

Da bambina ha iniziato i suoi studi musicali con il Sistema Nacional de Orquestas y Coros Juvenilese Infantiles del Venezuela e successivamente ha frequentato l’Università Sperimentale delle Arti (UNEARTE), il Conservatorio «Simon Bolivar» e l’Accademia di flauto latino-americana sotto la guida di José María Guerrer. Ha già maturato molta esperienza con diverse orchestre importanti, sia come prima parte che come solista, e ha lavorato con direttori del calibro di Gustavo Dudamel e Sir Simon Rattle. Sotto la guida di quest’ultimo in particolare, a soli 13 anni ha suonato come primo flauto al Festival di Salisburgo con la National Symphony Junior Orquest in rappresentanza del Venezuela.

Sul palcoscenico del Conservatorio, accompagnata dagli Archi De Sono guidati da Helena Winkelman, sarà impegnata nell’esecuzione dello spettacolare Concerto per flauto e archi in mi minore di Saverio Mercadante. Senza dubbio una delle composizioni più celebri dell’autore e tra le più eseguite dai flautisti di tutto il mondo per dare prova del loro virtuosismo.

La seconda parte del concerto prevede la Sinfonia n.45 di Franz Joseph Haydn. Scritta nel 1772 per Il principe di Esterhazy, è detta «Sinfonia degli addii» perché nell’esecuzione dell’adagio finale, gli strumentisti, uno dopo l’altro, abbandonarono la scena, lasciando terminare la composizione solo da due violini, uno dei quali era proprio Haydn stesso.

Eseguono queste pagine gli Archi De Sono concertati dalla violinista e compositrice di origine svizzero-olandese Helena Winkelman. Nata nel 1974 a Schaffhausen, è stata membro della prestigiosa Lucerne Festival Orchestra diretta da Claudio Abbado; è primo violino del Lucerne International Music Ensemble e della Camerata Variabile di Berna, di cui è anche direttore artistico. È fondatrice inoltre del gruppo The Avalon String Ensemble, formazione rock/pop che esegue musiche di sua composizione.

Ingresso libero. I concerti e le attività 2019-2020 sono rese possibili grazie al sostegno dei Soci, degli Amici e di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino, Compagnia di San Paolo (per le attività formative), Fondazione CRT, Maserati, Fondazione Agnelli, Reale Foundation, Banca Patrimoni Sella, Sadem Arriva, Ersel, Buzzi Unicem.

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