Coronavirus, cresce la rabbia: «Non abbiamo soldi per mangiare». E sul web c’è chi inneggia alla rivolta

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La situazione rischia di sfuggire di mano: il timore è che presto l’Italia si troverà a fare i conti non solo con l’emergenza sanitaria del Coronavirus ma anche con con gli effetti negativi sull’economia e dunque sul lavoro. I più colpiti sono i giovani e chi lavora in nero: e i poveri – questo il rischio – diventeranno sempre più poveri. E ci sono già i primi casi che fotografano, in maniera inequivocabile, un’Italia senza soldi, stremata, che rischia di non potersi più permettere nemmeno di andare a fare la spesa.
Commercianti, camerieri e muratori in nero

In primo luogo ci sono i commercianti, le badanti, i camerieri o i muratori che vivono alla giornata, che non hanno un contratto, che lavorano in nero. Le partita iva, ad esempio, dovranno accontentarsi di un bonus una tantum di 600 euro ma sopravvivere, qualora la situazione dovesse perdurare, non sarà semplice. Con 600 euro a malapena potranno pagare affitto e bollette, e al resto chi ci penserà? «Sopravvive solo chi ha qualcosa da parte, il resto fanno già fatica» ci spiegano dalla Caritas dove in questi giorni sono aumentate le richieste di aiuto.
Rom, circensi e badanti

«Stanno aumentando le richieste di beni di prima necessità alla Caritas – ci spiega don Andrea La Regina – gente che mai era venuta nei nostri “empori”, oggi ci chiede aiuto. I nuovi poveri sono quelli che non avevano tutele, che lavoravano in nero, penso ad esempio alle badanti che non possono più andare ad accudire gli anziani. A loro bisognerà dare presto delle risposte». Ma è importante «non scordarsi dei circensi, dei rom e dei senza fissa dimora». Una tragedia immane.

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