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Coronavirus, Fase 2: musulmani chiedono “misure ad hoc” per pregare

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“E’ importante rispettare le disposizioni del governo, ma chiediamo fermamente che vengano messe a disposizione il prima possibile delle misure ad hoc che permettano ai fedeli di partecipare alle preghiere congregazionali in condizioni di sicurezza”. Lo ha affermato il presidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia, Yassine Lafram. “Basta con questa vaghezza per i nostri fedeli che stanno vivendo il Ramadan in lutto”, ha detto.

“Non sarà ancora possibile recarsi nei luoghi di culto per pregare – ha sottolineato -, e per questo motivo l’Ucoii chiede dei protocolli che regolarizzino le preghiere nei centri di culto in tutta sicurezza, in applicazione di quanto già annunciato dal premier Conte durante la conferenza stampa”.

Lafram ha quindi affermato: “Si esortano i presidenti e referenti delle Comunità islamiche italiane di tutta Italia a mantenere responsabilmente i centri di culto chiusi fino a nuove direttive da parte del governo. L’Ucoii chiede che vengano applicate le disposizioni emergenziali che sono state comunicate a gennaio e che continuano ad essere valide”.

“Le uniche funzioni religiose consentite dalle nuove disposizioni – ha aggiunto – saranno i funerali, che devono essere ristretti a una cerchia di parenti fino a un massimo di 15 persone, anche in questi casi si rispettino rigorosamente le misure di sicurezza. Stiamo entrando nella fase di convivenza col virus, è necessario quindi mantenere la distanza sociale e utilizzare i dispositivi di protezione individuale anche nelle future cerimonie religiose, al fine di scongiurare nuovi picchi di contagi”.

Il presidente dell’Ucoii ha quindi concluso: “Siamo consapevoli che il Ramadan in quarantena, senza le consuete preghiere di comunità, è difficile e inusuale, ma dobbiamo continuare ad essere pazienti per tutelare la vita dei più deboli e tornare alla normalità al quanto prima – ha concluso -. Preghiamo l’Iddio affinché voglia debellare al più presto questo male che affligge il nostro Paese e il mondo intero”.

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