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Coronavirus, le librerie indipendenti contro il decreto: “Noi restiamo chiusi”

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libri

GENOVA – Anche se il nuovo decreto governativo firmato dal premier Giuseppe Conte prevede la riapertura delle librerie a partire da martedì 14 aprile, non tutti i librai si sentono sicuri e pronti per farlo. E’ il caso di una libreria indipendente di Genova, ‘Book morning’, presidio culturale nel centro storico, che ha aperto i battenti nel 2017 alla Maddalena, grazie all’intuizione di Valentina Beronio e Samantha Giribone.

“La nostra libreria rimarrà chiusa”, annunciano le due libraie in un lungo post su Facebook. “Potete immaginare quanto grande sia il nostro desiderio di tornare ad alzare le nostre serrande in via della Maddalena e accogliervi nuovamente tra i nostri scaffali. Ma non abbiamo nessuna intenzione di farlo in questo momento e a queste condizioni” spiegano.

“Come potremmo in un momento in cui le restrizioni sugli spostamenti rimangono ancora molto rigide per tutelare la salute di tutti, invitarvi a venire a trovarci come se nulla fosse? Quali sono gli strumenti di sanificazione, prevenzione e sicurezza, che dovremmo mettere in atto per garantire una serena fruizione dei nostri spazi da parte vostra? Quali le garanzie che gli strumenti di sostegno economico messi in campo per aiutare, in vario modo, lavoratori autonomi e imprese, ci verranno ancora riconosciuti adesso che possiamo ‘scegliere’ di riaprire?”, scrivono sul canale social.

La libreria è chiusa dal 10 marzo scorso, ma il servizio si è reinventato, portando i libri a domicilio, con tutte le precauzioni del caso. “Continueremo a portarvi le storie che popolano i nostri scaffali direttamente a casa, con i nostri servizi di consegna a domicilio e spedizione, e a inventare nuovi modi per raggiungervi”, rassicurano Samatha e Valentina.

‘Book morning’ comunque non è sola. “Tra poche ore verrà pubblicata una lettera aperta che abbiamo sottoscritto insieme a molte altre librerie indipendenti italiane (e alcuni librai di catena) in cui vengono articolati dubbi, richieste e perplessità. Anche perché negli ultimi giorni si sono alzati i più svariati appelli sulla necessità di riaprire ‘le farmacie dell’anima’ per dare un segnale di speranza, ma nessuno ha pensato di interpellare i diretti interessati, i librai appunto. Se vi convincerà, vi invitiamo a diffonderla. Nel frattempo , voi #restateacasa i libri ve li portiamo noi”, concludono le fondatrici della genovese ‘Book morning’.

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