Cosa è l’Implantologia dentale

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denti

L’ implantologia dentale nasce dall’esigenza di dentisti e pazienti, di non dover più sostituire un dente andando obbligatoriamente a coinvolgere i denti adiacenti come si faceva e si fa con i ponti.

L’ implantologia dentale nasce dall’esigenza di dentisti e pazienti, di non dover più sostituire un dente
andando obbligatoriamente a coinvolgere i denti adiacenti come si faceva e si fa con i ponti.

La soluzione è permessa dagli impianti dentali in titanio che, trovando alloggiamento all’interno
dell’osso mandibolare o mascellare vanno a sostituire la radice del dente permettendo così la
protesizzazione del dente singolo senza doversi ancorare ai denti vicino.
La prima condizione per poter inserire un’impianto è che il sito accogliente abbia sufficiente
spessore osseo per garantire la stabilità primaria dell’impianto stesso.

La seconda condizione è che l’impianto si in TITANIO, unico materiale biocompatibile che viene
comunemente utilizzato anche nelle protesi ortopediche. L’impianto è di forma cilindrica o conica è
le sue superfici vengono trattate per favorire al meglio la sua osteointegrazione. Ad oggi altri
materiali ed altre forme sono state accantonate nella fabbricazione degli impianti in quanto hanno
portato ad insuccessi implantari. Il rigetto in chirurgia implantare NON ESISTE, si parla di
insuccesso implantare qualora l’osteointegrazione non avviene. Di solito questo succede per
infezione batterica, per questo l’assunzione di antibiotici in implantologia è fondamentale.

L’infezione batterica non permette agli osteociti di far rigenerare l’osso facendo proliferare o tessuto
infiammatorio o tessuto fibromatoso. Nel primo caso l’impianto viene espulso nel giorno di 40-60
giorni in maniera asintomatica e priva di dolore. Nel secondo caso si può avere una falsa
integrazione, con stabilità dell’impianto ma impossibilità di protesizzarlo. L’insuccesso va ben
distinto da un’rigetto in quanto mai si presenta una reazione immunologica sfavorevole come
avviene nei trapianti.

L’insuccesso implantare avviene dal 2% al 4% dei casi e spesso può essere prevenuto, qualora
avvenga si può procedere ad un nuovo posizionamento implantare a distanza di 5-6 settimane.

Controindicazioni all’impianto
I pazienti forti fumatori e che presentano problemi parodontali medi o gravi, prima di essere

sottoposti ad intervento implantare devono essere perfettamente istruiti sulla gestione post-

chirurgica. Il fumo di sigaretta condiziona in maniera importante il successo implantare, il

protocollo dice che è assolutamente vietato fumare per una settimana dopo l’intervento. Il paziente
fumatore non accetta di buon grado questa condizione e spesso non la rispetta, questo è il problema

principale che rientra nella percentuale di insuccesso.
Un paziente parodontopatico ha spesso una pessima igiene. Gli accorgimenti igienici post chirurgici

sono fondamentali per impedire che i batteri esistenti nella placca possano disturbare la prima
guarigione degli impianti. Un’impianto perfettamente osteointegrato di solito non ha problemi di
placca, li può avere se i denti naturali vicini non vengono correttamente igienizzati, per questo
motivo il controllo semestrale dal dentista è fondamentale. L’impianto, essendo un materiale inerte,

non attrae i batteri come i denti naturali, per assurdo una bocca priva di denti naturali ma con solo
impianti osteointegrati può essere completamente priva di placca con un’igiene domiciliare
semplice.

Pazienti con malattie sistemiche come diabete scompensato, disturbi cardiaci o della coagulazione
devono sempre presentare il nullaosta del medico curante, così come quelli in terapia oncologica.

L’osteoporosi non è considerata oggi una controindicazione bisogna invece vedere come viene
trattata questa patologia. I farmaci della categoria dei bifosfonati vanno in forte contrapposizione
alla guarigione ossea della mandibola. I bifosfonati vengono usati nei casi di osteoporosi,
osteopenia ed in chemio terapia per prevenire le metastasi ossee. Questi farmaci, agendo sulle
funzioni di osteociti e osteoclasti, possono causare osteonecrosi mandibolare a seguito di interventi
chirurgici sulla mandibola. Un paziente in terapia con bifosfonati deve sospendere, quando
possibile, il farmaco per almeno 6 mesi per ridurre al minimo il rischio di necrosi mandibolare.
Qualore non fosse possibile sospendere il farmaco è assolutamente sconsigliata la terapia
implantare.

Preparazione del paziente
Il paziente deve ricevere tutte le informazioni necessarie in merito all’intervento e quello che dovrà
fare prima e dopo l’intervento. Il paziente deve avere ben chiaro tutto l’intervento e i tempi della
terapia. Prima dell’intervento si dovrà provvedere ad un’indagine radiografica di tipo
ortopanoramica ed una visita di tipo clinico, in alcuni casi bisognerà provvedere ad un’indagine
TAC di tipo Dentascan. La TAC va fatta solo ed esclusivamente se necessario. L’intervento va
eseguito sempre sotto copertura antibiotica, due compresse due ore prima dell’intevento e poi una
compressa ogni 12 ore per almeno 5 giorni dopo.

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