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Così il coronavirus sta facendo crollare il castello di carta della Germaniaa

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Una Germania regina assoluta d’Europa, che ha sfruttato la svalutazione garantita dal sistema euro per aumentare il proprio export. E che però, facendolo, ha finito per impoverire le famiglie tedesche, abbattendo in maniera inesorabile i consumi all’interno del Paese. Un meccanismo, quello innescato da Berlino, che ora comincia a mostrare segnali preoccupanti di cedimento. E che potrebbe ricevere il colpo di grazia dal coronavirus che spaventa il mondo intero, e che in Italia fa già parlare di una possibile decrescita stimata tra il -1% e il -3%.

L’epidemia arriva in un momento particolarmente delicato, con le banche tedesche che hanno già dimostrato di non godere affatto di buona salute e gli ordini industriali già in picchiata. L’esplosione del coronavirus mette seriamente a rischio le esportazioni di Berlino, con le principali corporation (da Bmw a a Bayer) che devono agli scambi con la Cina una fetta importante del loro fatturato, in alcuni casi oltre il 30%. Ma è soprattutto un altro aspetto a preoccupare gli analisti che hanno concentrato le attenzioni sulla Germania.

Il grosso guaio teutonico emerge dalle ultime statistiche diffuse dalla Commissione Ue, che ha evidenziato un progressivo calo nei consumi delle famiglie: nel 2001 erano il 57% del Pil, oggi sono il 53%. Questo perché il modello tedesco, sfruttando il sistema euro, è totalmente incentrato ormai sull’export. L’opposto degli Stati Uniti, dove invece i consimi delle famiglie arrivano quasi al 70% del Pil. La deflazione salariale ottenuta in Germania con le ultime riforme ha reso le imprese tedesche più competitive all’estero, scaricando però il prezzo sul tenore di vita delle famiglie, che col passare degli anni non hanno certo iniziato a passarsela meglio, anzi.
Così il coronavirus sta facendo crollare il castello di carta della Germania

Non è un caso, di fronte a un quadro del genere, che Angela Merkel e il suo partito abbiano di colpo iniziato a incassare sconfitte elettorali, una dopo l’altra. Il tentativo di screditare gli Stati stranieri (Italia in primis) incolpandoli dei guai tedeschi è servito soltanto, da un punto di vista politico, a portare voti all’estrema destra nazionalista. Modificare ora il quadro europeo è più complicato che mai, per i tedeschi. Ma il rischio, lasciando tutto com’è, è che l’Unione sia avviata già verso il punto di non ritorno.

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