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Covid, Locatelli: “Non possiamo permetterci assembramenti come quelli in piazza Duomo”

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locatelli

Il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts: “Trend positivo ma non abbassare la guardia’

“Non possiamo assolutamente permetterci queste immagini, vanno evitati gli assembramenti anche se la gioia si può comprendere. Ma deve prevalere il senso di responsabilità e rispettare i 121mila morti che abbiamo avuto in Italia”. Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, interviene sugli assembramenti di ieri dei tifosi interisti in piazza Duomo a Milano.

La fotografia prevalentemente in giallo dell’Italia “credo sia riassumibile attraverso gli indici epidemiologi: i casi di Covid sono scesi a 148 ogni 100mila persone, ma la circolazione virale non può essere ancora sottovalutata. C’è un miglioramento ma non può esserci rilassamento rispetto ai nostri comportamenti”, ha sottolineato a Sky Tg24.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità ha inoltre precisato che “è troppo presto per fare riflessioni sulla possibilità che fra vaccinati si possa non portare la mascherina” e che questo sarà ipotizzabile “quando crescerà il numero degli immunizzati, sempre in assenza di condizioni di rischio particolari: si tratta di un sacrificio minimo, teniamo duro ancora per qualche settimana o qualche mese, per prudenza dobbiamo orientarci all’uso della mascherina anche d’estate, poi se i contagi diminuiranno si rivedranno le regole”.

Sempre riguardo le previsioni per la prossima estate, Brusaferro afferma che “sarà migliore se tiene il trend evolutivo in atto. Ma andiamoci con i piedi di piombo, perché dobbiamo fare dei ragionamenti fondati su principi di gradualità e progressività. Il ‘Green certificate’ – ha proseguito – consentirebbe di viaggiare e di partecipare a degli aventi e potrebbe essere una strategia per ripartire e ridurre il rischio, ma l’invito principale è quello di aderire alla campagna vaccinale”.

Il coordinatore del Cts, infine, si è soffermato sui vaccini, sostenendo che “per gli operatori sanitari dovrebbero essere un prerequisito per lavorare a contatto con i pazienti Covid. Chi rifiuta il vaccino – ha aggiunto – dovrebbero evitare il contatto con chi trasmette il virus”. Riguardo l’uso dei sieri in età pediatrica, “una volta autorizzati dall’Ema, verranno estesi, ipoteticamente da luglio in poi, anche ai più giovani. I bambini piccoli potrebbero essere vaccinati da autunno, se ci sarà l’approvazione”.

Sul richiamo con AstraZeneca, per chi ha già fatto la prima iniezione, Locatelli precisa che, “come da pronunciamento del Cts nonché dai dati rassicuranti provenienti dal Regno Unito, non esiste alcun elemento per sconsigliare la seconda dose. Sulla durata dell’immunizzazione del vaccino in generale dopo la seconda dose – ha aggiunto – è ancora difficile fare una stima, ma è ragionevole ipotizzare richiami anche non prima di un anno”.

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