Di Maio: “Stop fondi a Tunisia non è atto irreversibile”

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La decisione sul blocco di 6,5 milioni di euro di aiuti alla Tunisia “non è un atto irreversibile”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, afforontando in una diretta Facebook la questione dell’emergenza sbarchi dal Paese nordafricano. Prima di sboccare l’erogazione dei fondi, ha spiegato, l’Italia chiede “risposte certe sull’immigrazione”. In particolare, l’Italia si aspetta “una risposta sul potenziamento dei rimpatri, un accordo sul mettere fuori uso i barconi” e sul monitoraggio della costa di Sfax, da dove partono gran parte delle imbarcazioni dirette verso l’Italia.

Con la Tunisia occorrono “rimpatri più veloci, non possiamo farli solo con gli aerei”, ha evidenziato Maio, spiegando che l’Italia si aspetta da Tunisi “collaborazione per rimpatri attraverso le imbarcazioni”. E’ una delle richieste che Roma ha avanzato al governo tunisino, ha detto il ministro degli Esteri, sottolineando che “i rimpatri devono seguire il ritmo degli arrivi” e passare dagli 80 rimpatri a settimana che avvengono epr via aerea a numeri più alti.

Inoltre, ha aggiunto Di Maio illustrando i vari punti del piano per affrontare l’emergenza degli sbarchi dalla Tunisia, l’Italia intende lanciare una “comunicazione molto chiara” verso i migranti tunisini che partono. Per loro, ha detto il ministro, in Italia “non ci sono possibilità di avere il permesso di soggiorno”, perché “la Tunisia per noi è un paese sicuro”, dove non ci sono guerre o persecuzioni.

“L’Italia non può permettersi questi rischi sanitari” perché “ne va non solo della salute dei nostri cittadini ma della sua credibilità internazionale, non possiamo prenderci questo rischio”.

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