Dl crescita, c’è la norma salva-Roma e sui comuni in dissesto

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Arriva la mediazione sul debito di Roma. I relatori al decreto Crescita hanno presentato in commissione un nuovo pacchetto di 16 emendamenti che contiene anche una proposta per passare allo Stato parte del debito storico della Capitale (1,4 miliardi, come previsto in origine) e per venire incontro agli Comuni in dissesto e pre-dissesto. Si prevede l’istituzione di un fondo ad hoc dove far confluire gli eventuali minori esborsi per rinegoziazione dei mutui da parte dell’attuale Commissario al debito di Roma, che serviranno per i debiti delle città metropolitane.

Fondo per gli altri comuni in dissesto o pre-dissesto

Nell’emendamento presentato dai relatori in commissione Bilancio alla Camera al decreto Crescita si legge, infatti, che Roma Capitale dovrà promuovere le iniziative necessarie “per ottenere l’adesione dei possessori delle obbligazioni City of Rome 5,345% di scadenza 27/1/2048 per 1.400 milioni di euro all’accollo del prestito obbligazionario medesimo da parte dello Stato” e viene istituito un fondo al Mef con una dotazione di 74,83 milioni di euro all’anno dal 2020 al 2048.

I minori esborsi eventualmente derivanti da operazioni di rinegoziazione dei mutui andranno ad alimentare un fondo istituito presso il ministero dell’Interno “per il concorso al pagamento del debito dei comuni capoluogo delle città metropolitane”. Ai fini del concorso per il pagamento delle rate in scadenza dei mutui contratti per spese di investimento dei comuni capoluogo delle città metropolitane in dissesto alla data di entrata in vigore del decreto legge “è riconosciuto un contributo di 20 milioni di euro per il 2019 e 35 milioni annui per ciascuno degli anni dal 2020 al 2033”.

Scontrini elettronici subito e codice affitto brevi

Tra gli emendamenti c’è anche quello che prevede gli scontrini elettronici subito per tutti: a partire dal 1 luglio. I piccoli esercizi dunque non avranno più la deroga – per i fatturati fino a 400mila euro – che consente ancora l’invio degli scontrini cartacei ma avranno più tempo – 12 giorni – per l’invio di quelli elettronici, così da “consentire il rispetto dei termini anche ai contribuenti operanti nelle aree scoperte che eseguono l’invio telematico da un luogo diverso da quello di esercizio dell’attività”, si legge nella relazione. Arriva anche il codice unico per identificare tutte le strutture ricettive, insieme a una stretta anti-evasione sia per gli affitti brevi sia per la tassa di soggiorno. I relatori al decreto crescita hanno depositato un emendamento complessivo sui tre temi. Chi non pubblicherà il suo codice di identificazione, che sarà raccolto in una apposita banca dati, rischia una multa da 500 a 5000 euro. Ai Comuni saranno dati “in forma anonima e aggregata per struttura” i dati delle comunicazioni delle presenze per la pubblica sicurezza.

“Tanto rumore per nulla. Diversi mesi fa lo avevamo chiesto; poi sono arrivate le europee e si è persa la ragione. Abbiamo finalmente tagliato gli interessi alle banche. L’importante è che ora Roma e l’Italia avranno 2 miliardi e mezzo di debito in meno”. E’ il commento della sindaca di Roma Virginia Raggi, secondo quanto si apprende da fonti del Campidoglio, all’emendamento arrivato oggi in commissione parlamentare.

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