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DL RILANCIO – Bonus 110% attiva spesa per 2,3 miliardi €/anno. Novità e criticità nella diretta con 700 fiscalisti Confartigianato

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Nella Relazione annuale della Banca d’Italia presentata venerdì scorso si delinea, in uno scenario base, un calo del PIL del 9% nel 2020. Una recessione di queste dimensioni richiede interventi anticiclici ingenti, a livello nazionale ed europeo. Il Decreto ‘Rilancio’ varato il 13 maggio e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 19 maggio ha determinato una manovra espansiva per 55,3 miliardi di maggiore deficit nel 2020, 26,1 miliardi nel 2021 e 34,7 miliardi nel 2022; nel triennio si tratta di 116 miliardi di euro, il triplo dei 39 miliardi di euro di maggiore deficit cumulato tra il 2020 e il 2022 dall’ultima manovra di bilancio approvata a dicembre 2019.

Il Decreto, tra l’altro, rafforza gli incentivi pubblici per gli interventi di riqualificazione edilizia, introducendo un aumento della detrazione per le spese sostenute tra la seconda metà del 2020 e nel 2021 per il miglioramento dell’efficienza energetica e delle caratteristiche antisismiche degli edifici. Inoltre il Decreto definisce nuove modalità di fruizione dell’agevolazione, estese anche alle altre spese di riqualificazione degli edifici (energetica, antisismica, di ristrutturazione, compreso il bonus facciate) sostenute nel biennio 2020-21 che non beneficiano dell’aumento della percentuale di detrazione.

Secondo i dati della relazione tecnica al provvedimento il bonus del 110% mobilita risorse per 14 miliardi di euro fino al 2026, con una media annua (2021-2026) di 2,3 miliardi di euro; si tratta di un intervento rilevante rispetto al passato, incrementando del 70,2% i 3,3 miliardi di euro all’anno (2020-2022) di spese fiscali per sismabonus ed econobonus, come desunto dalla rilevazione della Corte dei conti, ma rappresenta una potenza di fuoco limitata rispetto alle sfide, straordinarie e senza precedenti, poste dalla crisi Covid-19: gli investimenti generati dal potenziamento dei bonus edilizi sono pari al 18% del calo degli investimenti nelle costruzioni previsto per quest’anno (-12 miliardi di euro) sulla base delle stime della Commissione europea.

Le detrazioni fiscali in esame interessano la vasta platea costituita da 1 milione di imprese del sistema della casa – di cui 500 mila nelle costruzioni, 238 mila nelle attività immobiliari e 196 mila studi di architettura, di ingegneria e tecnici – con 2,3 milioni di addetti, di cui 2 milioni, pari all’87,6%, nelle micro e piccole imprese.

Le disposizioni fiscali per le imprese del Decreto Rilancio sono state oggetto venerdì scorso di una diretta web a cui hanno partecipato oltre 700 fiscalisti delle Associazioni territoriali di Confartigianato. Nel corso degli interventi degli esperti della Direzione politiche fiscali della Confederazione, sono emerse una decina di criticità applicative dei bonus edilizi del 110%, il cui superamento richiederà tempo, depotenziando gli effetti espansivi. L’ eccessivo allungamento dei tempi di applicazione dei 266 articoli del Decreto legge è stata al centro delle prime valutazioni di Confartigianato. Il lockdown, per contrastare la diffusione del contagio, ha azzerato i ricavi delle imprese istantaneamente: le micro e piccole imprese delle Costruzioni hanno registrato una perdita del 63% del fatturato di marzo e aprile. I provvedimenti per recuperare effetti negativi di questa entità non possono agire con tali lentezze. Le detrazioni per l’edilizia, introdotte nel 1997, sono uno strumento collaudato e il loro utilizzo per un intervento espansivo, per essere rapido ed efficace, avrebbe potuto centrarsi sull’innalzamento delle percentuali di detrazioni e sull’ampliamento degli interventi incentivabili.

Le incertezze sull’ambito di applicazione della norma, oltrechè burocratiche relative al visto di conformità rilasciato dai professionisti e all’asseverazione di tecnici abilitati, compromettendo l’immediata operatività delle disposizioni, rappresentano un freno allo sviluppo del nuovo mercato generato dalla conversione delle detrazioni in crediti d’imposta liberamente cedibili, senza il quale le micro e piccole imprese sono soggette ad una insostenibile penalizzazione anticoncorrenziale.

Le novità e criticità al centro del confronto tra i fiscalisti delle associazioni territoriali di Confartigianato nell’edizione odierna di ‘Imprese ed energia’ su QE-Quotidiano Energia.

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