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Effetto coronavirus, il porto di Genova paralizzato dagli scioperi

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GENOVA – Situazione di grande tensione al terminal Psa di Pra’: lo scalo, dopo essere rimasto fermo per sciopero per circa 24 ore (dalle 13 di ieri fino alla stessa ora di oggi) adesso è di nuovo chiuso. I lavoratori hanno nuovamente incrociato le braccia contro quella che loro definiscono una “sanificazione insufficiente dei macchinari” utilizzati dagli operai.

Le Rsu dei dipendenti del terminal (non quelli della Compagnia Unica, che oggi non sono stati chiamati a lavorare nel terminal) hanno chiesto di essere convocati dal Prefetto di Genova e pretendono che la sanificazione avvenga a ogni fine turno. La presa di posizione degli operai è arrivata mentre il comitato Igiene e Sicurezza dell’Autorità Portuale era riunito in video conferenza.

Fuori dal terminal la situazione è di nuovo esplosiva: ci sono oltre trecento camionisti che stavano aspettando di essere serviti. Peraltro la loro situazione è fortemente aggravata dai provvedimenti in essere contro la diffusione del Coronavirus: per loro è impossibile persino procacciarsi il cibo.

Ma le proteste dei lavoratori contro le insicurezze legate alla salute hanno interessato anche i cantieri navali: i lavoratori di Fincantieri sono in sciopero, dopo che nello stabilimento del Muggiano, alla Spezia, un operaio è risultato positivo al tampone.

In sciopero anche il personale delle Riparazioni Navali: “Pur riconoscendo gli sforzi fatti dalle aziende, riteniamo che non ci siano le condizioni di sicurezza necessarie per lavorare. Per questo proclamiamo lo sciopero da oggi fino alle 17 di domani per tutto il comparto”, affermano in una nota Fiom, Fiom e Uilm, chiedendo alle istituzioni la convocazione di un tavolo tecnico per decidere cosa fare. I sindacati tornano anche a chiedere la riapertura del presidio medico chiuso dal settembre 2017.

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