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Fatturazione a 28 giorni: a che punto siamo

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telefonia

Come già detto nel nostro articolo di fine agosto, le compagnie telefoniche stanno ostacolando il rimborso automatico in bolletta che è diretta conseguenza della pronuncia del Consiglio di Stato di luglio.

Attualmente, le compagnie che dovrebbero rimborsare sono Fastweb, Vodafone e Wind, dal momento che per TIM e SKY siamo ancora in attesa della decisione del Consiglio di Stato, che non pensiamo sarà molto diversa.
Le compagnie telefoniche, piuttosto che rimborsare, stanno, nell’ordine: proponendo servizi compensativi (giga di navigazione, minuti in più, ecc), chiedendo la compilazione di un modulo, chiedendo l’avvio di conciliazione, comunicando rimborsi solo parziali.

Attenzione ad accettare i servizi compensativi e a firmare moduli: se vi interessa il rimborso, è meglio attendere.

La nostra risposta al comportamento della compagnie telefoniche è avviare una azione inibitoria per costringerle al rimborso. Infatti il punto di principio è uno: il rimborso deve essere automatico e non su richiesta, poiché questo è quanto prevede la delibera 269/18 AGCom. Inoltre tale modalità è l’unica che garantisca agli utenti che hanno pagato di più di ottenere la restituzione delle somme versate.
E’ chiaro invece che le aziende puntano sulla “modalità non automatica” per garantirsi un sostanziale risparmio: l’insufficiente informazione sull’argomento e in molti casi la scarsa volontà di avviare un iter burocratico costituiranno un disincentivo per gli utenti, anche in considerazione della modesta entità delle cifre in gioco.

Ribadiamo che non è giusto, secondo noi, costringere i consumatori a perdere tempo e denaro per ottenere un diritto già riconosciuto da tutti i gradi di giudizio. Speriamo che la nostra azione inibitoria, unita all’azione di AGCOM, metta la parola fine a questa storia che si è già trascinata anche troppo.

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