Fedriga, per riforma rapporto quotidiano istituzione-operatori

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Trieste  “La Regione dà l’indirizzo ma la riforma sanitaria funziona se ci si muove tutti insieme, in un rapporto biunivoco e quotidiano tra istituzione e chi opera sul campo, con l’obiettivo finale di dare un servizio ai cittadini”.

Lo ha affermato a Trieste il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, portando un saluto in apertura al convegno Sie (Società italiana di ematologia) che riunisce ogni anno gli ematologi triveneti.

“Negli ultimi trent’anni – ha ricordato Fedriga – la ricerca ha portato a risultati eclatanti e a un aumento dell’aspettativa di vita. Nuove terapie permettono di cronicizzare malattie e a risolverle, ma la nostra Regione gestisce per intero il proprio sistema sanitario e questo richiede che i costi siano sostenibili. Ecco perché abbiamo avviato una riforma sanitaria, non per tagliare i servizi ma per riorganizzarli e far sì che le risorse dei cittadini siano spese bene”. Un aspetto qualificante della riforma, ha evidenziato il governatore, è il sistema hub and spoke, “che permette di dare agli ospedali spoke specificità chiare e una missione precisa, come si fa ora con Latisana e Palmanova”.

Anche il commissario straordinario unico dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste e dell’Azienda per l’assistenza sanitaria 2 Bassa Friulana-Isontina, Antonio Poggiana, si è soffermato sul sistema hub and spoke. “C’era già ma non funzionava, mentre ora hub and spoke sono all’interno di un’unica azienda e possono quindi essere messi in rete”.

Secondo il neorettore dell’Università di Trieste, Roberto Di Lenarda, egli stesso medico, “non dobbiamo avere paura di cambiare e di cambiare verso il meglio”. Il rettore ha confermato che “si sta elaborando il nuovo protocollo Regione-Università”, uno dei punti chiave su cui si regge l’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste. Di Lenarda ha anche esaltato la scelta di assegnare l’incarico di direttore della struttura complessa di Ematologia clinica triestina a Francesco Zaja, associato in Ematologia all’Università di Udine. “Un’ottima scelta fatta in accordo con Udine nell’ottica di fare sistema”, l’ha definita il rettore triestino.

Il convegno triestino della Società italiana di ematologia – la precedente edizione si era svolta a Udine – si sviluppa in tre sessioni (malattie linfoproliferative; disordini mieloproliferativi; gammopatie monoclonali) cui si aggiunge una lettura pomeridiana.

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