FIFA sul Mondiale 2019. Infantino: “Servono ulteriori investimenti e una crescita delle competizioni”

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Il futuro del calcio femminile, lo sviluppo globale del movimento, gli investimenti programmati e la visione sulle nuove competizioni internazionali, fino all’analisi tecnica del Mondiale: tanti i temi emersi oggi nella prima Conferenza FIFA sul calcio femminile svolta a Milano, alla vigilia del FIFA “The Best” il premio che domani andrà in scena alla Scala.

Nell’intervento che ha aperto i lavori, il Presidente FIFA Gianni Infantino, dopo aver illustrato i principali dati del Mondiale femminile, soprattutto l’impatto mediatico che ha permesso di far conoscere un’altra dimensione del calcio al grande pubblico, ha tracciato la linea per lo sviluppo del calcio femminile. “Abbiamo proposto al Consiglio una Club World Cup annuale, perché c’è bisogno dell’attività dei club accanto a quella delle Nazionali. Avevamo ipotizzato anche una nuova competizione, la World League, che per ora è stata bloccata per ragioni politiche ma torneremo a proporla, sarà uno stimolo per le Federazioni per competere e investire. Dobbiamo poi continuare ad aumentare i premi per le competizioni, già cresciute da 15 a 50 milioni all’ultimo Mondiale (che dal 2023 sarà a 32 squadre ndr), ma per farlo dobbiamo aumentare la commercializzazione del prodotto, considerato che abbiamo dimostrato quanto il Mondiale possa avere appeal per gli sponsor. Abbiamo infine già stanziato un investimento di un miliardo di dollari per le competizioni femminili nei prossimi 4 anni”.

Un intervento convinto quello di Infantino, che ha anche scherzato sul proprio personale conflitto d’interesse (“Ho 4 figlie e non potrei rientrare a casa…”) ricordando inoltre che è necessario un coinvolgimento delle donne nel calcio, nelle strutture direttive: “Le donne vanno coinvolte di più, noi lo stiamo facendo”. In tal senso non poteva mancare il riferimento alla situazione in Iran e al divieto per le donne di entrare negli stadi per seguire le competizioni maschili: “Ne abbiamo parlato con le autorità per permettere alle donne di assistere alle gare maschili allo stadio. Non possiamo più attendere. Dalla prossima gara internazionale ad ottobre contiamo che sia possibile”.

Alla Conferenza hanno preso parte oltre 150 Federazioni da tutto il mondo, compresi alcuni tra i tecnici protagonisti delle sfide decisive al Mondiale, a cominciare dalla due volte campionessa del mondo Jill Ellis, alla quale è stata dedicata un’intervista per celebrare i suoi successi. Con lei, tra gli altri Sarina Wiegman, Peter Gerhardsson, Phil Neville e l’italiana Milena Bertolini, presente per il calcio femminile italiano insieme a Renzo Ulivieri, Presidente Aiac, Patrizia Panico, tecnico federale ora impegnata con l’Under 15 maschile, Ludovica Mantovani, neo presidente della Divisione Calcio Femminile della FIGC.

Nel corso della giornata, è stato presentato il lavoro del Technical Study Group (TSG), che durante il Mondiale 2019 ha lavorato nell’ambito del FIFA Coaching & Player Development Department per analizzare le tendenze tecniche del torneo. Composto da April Heinrichs (Head, the USA), Sun Wen (China PR), Nadine Kessler (Germany), Élisabeth Loisel (France), Clémentine Touré (Côte d’Ivoire), il gruppo tecnico ha analizzato le 52 gare del Mondiale contribuendo alla stesura del Report Tecnico, pubblicato proprio oggi dalla FIFA.

Tra i dati, alcuni confermano il risultato delle Azzurre: al secondo posto della graduatoria “shot per goal” (6.1, dietro solo gli USA a 5.1) e al primo di quella “”Shot on target per goal” insieme a USA e Australia (2.3), a conferma della concretezza della Nazionale, capace di far male con precisione chirurgica in attacco e difendere molto bene, come conferma anche il dato di Laura Giuliani: 25 tiri concessi dalle Azzurre verso la porta, 20 dei quali salvati.

“Mi fa piacere vedere l’Italia ai primi posti di alcune graduatorie – ha commentato la CT Milena Bertolini in zona mista – e sono anche orgogliosa che la FIFA abbia mostrato due immagini dell’Italia per far vedere le novità del Mondiale, sulla riaggressione della palla e sulla capacità di giocare sempre palla a terra. I dati del Mondiale dimostrano che siamo state molto ciniche, cosa che purtroppo nelle ultime gare è mancata. Il Mondiale a 32? Aumenterà il livello e contribuirà alla crescita del calcio femminile, se si coinvolgono più Paesi inevitabilmente si aumenterà la diffusione. Penso a Nazioni emergenti in Europa come Belgio, Polonia e Austria, ma anche alla Corea del Nord, al Messico o alla Colombia, che al Mondiale non c’erano. Poi che ci sia nei gironi qualche gara meno equilibrata può starci, ma avviene anche nel maschile”.

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