GEMELLAGGIO TORINO – BETLEMME

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GEMELLAGGIO TORINO – BETLEMME: ENERGIA RINNOVABILE, ARTE CONTEMPORANEA, COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Nel 2015 la Città di Torino e la Municipalità di Betlemme (situata nei Territori Palestinesi e, più precisamente, in Cisgiordania) hanno siglato un Accordo di Cooperazione che inizialmente si è concretizzato in un progetto sulla gestione delle risorse idriche nel distretto di Betlemme e, successivamente, in un piano di riqualificazione del Mercato all’ingrosso locale. Entrambe le iniziative sono state cofinanziate dal MAECI (Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale) attraverso il PMSP (Palestinian Municipalities Support Program).
Nel febbraio 2018 ha preso l’avvio il progetto triennale ‘NUR – New Urban Resources. Energia rinnovabile per Betlemme’ (‘nur’ o ‘noor in lingua araba significa ‘luce’) finalizzato a promuovere la diffusione di energia rinnovabile nel territorio della Municipalità di Betlemme – composta da 30mila abitanti – attraverso l’installazione di pannelli solari, l’assistenza tecnica relativa all’efficienza energetica, la formazione professionale, la costituzione di startup, iniziative di sensibilizzazione e processi di governance locale. Gli interventi, che si concluderanno nel gennaio 2021, sono invece cofinanziati dall’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e gestiti dall’ufficio Cooperazione internazionale e Pace della Città di Torino.

Il ‘NUR’ beneficia di un partenariato ampio e composito caratterizzato dalla presenza di due enti locali (Torino e Betlemme), di una rete di Città (il Co.Co.Pa – Coordinamento Comuni per la Pace), di due atenei (Politecnico di Torino e Bethlehem University), di due enti di formazione professionale (Enaip Piemonte e Scuole Tecniche Salesiane di Betlemme), di una ONG (il VIS – Volontariato Internazionale Salesiano, che opera a Betlemme da un ventennio), della neonata Fondazione Links e di un’azienda privata (lo studio Ai Engineering Srl) oltre al supporto scientifico dell’Energy Center di Torino. Suo obiettivo è generare una visione complessiva di sostenibilità ambientale a Betlemme animata sia dagli impulsi delle autorità locali, sia dall’apporto degli attori territoriali.

Il progetto ha un valore complessivo di quasi 1milione e 900mila euro di cui 1milione e 500mila finanziati dall’AICS, 65mila dati in contanti dal VIS e il rimanente coperto dalla fornitura di lavoro e servizi da parte dei 10 partner.

Ad aprile 2018, con la firma dell’Accordo di Partnership del progetto NUR siglata nel capoluogo piemontese dai sindaci Chiara Appendino e Anton Salman, il primo cittadino di Betlemme – centro che nel 2020 sarà ‘Capitale della cultura araba’ – ha espresso la volontà di realizzare un ‘gemellaggio culturale’ con la Città di Torino.

La prima collaborazione in ambito creativo tra Torino e Betlemme è stata ‘Let it light!’ (E luce sia!) un concorso di arti visive dedicato a giovani artisti palestinesi, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, per richiamare l’attenzione sugli aspetti sostenibili del progetto ‘NUR – New Urban Resources. Energia rinnovabile per Betlemme’, lanciato nella città della Cisgiordania a marzo 2019.

La Municipalità di Betlemme ha individuato nel Museo di Banksy ‘Walled Off Hotel Gallery’ – collocato a pochi metri dal muro fatto costruire da Israele per separare la città palestinese dai territori di Gerusalemme Est – il partner artistico ideale del concorso.

Il ‘Walled Off Hotel Gallery’ è stato aperto a sorpresa due anni fa da Banksy – probabilmente il più famoso, provocatorio e talentuoso street artist del mondo – e, pur avendo come payoff The worst view in the world (‘la peggiore vista al mondo’) a causa del suo affaccio sul muro – la struttura sorge infatti a soli quattro metri dalla barriera di Betlemme eretta da Israele per segnare la divisione con i territori palestinesi -, le opere di Banksy, insieme a quelle di altri famosi street artists, hanno trasformato la parete antistante in una delle gallerie artistiche open air più famose del mondo.

La struttura ospita sia un museo che ripercorre la storia e gli effetti del muro di separazione, sia una galleria d’arte dove vengono allestite mostre temporanee di artisti palestinesi gestita, sotto la direzione artistica di Banksy, dal responsabile dell’hotel, Wissam Salsa.

La Città di Torino, con il concreto apporto dell’Ufficio Torino Creativa, ha elaborato il bando del concorso. A rispondere sono stati 63 artisti che hanno presentato altrettanti bozzetti creati con tecniche diverse: dalla pittura alla scultura, alla fotografia. Una giuria composta da 7 artisti e critici d’arte palestinesi, collaboratori della Walled Off Hotel Gallery di Betlemme ne ha selezionate 21 che sono state esposte per un mese all’interno della Gallery e viste da 4mila visitatori invitati a votarle. Cinque di queste sono state vendute con prezzi variabili da 700 a 1.500 dollari.

Per selezionare i vincitori del contest il pubblico ha espresso 1.017 voti ‘pesando’ per un terzo sul risultato finale. Gli altri due terzi sono stati determinati da una giuria di qualità a cui ha partecipato anche un’esperta di arte contemporanea scelta e messa a disposizione dalle politiche culturali della Città di Torino.

Si tratta di Francesca Canfora, direttore artistico di Paratissima – una delle più rilevanti manifestazioni promosse a Torino durante la settimana dell’Arte contemporanea – chiamata a far parte della commissione dall’amministrazione con l’intento finale di poter ospitare i lavori dei primi tre classificati nella rassegna di quest’anno. I tre artisti palestinesi, grazie ai fondi messi a disposizione dal Progetto NUR e alla collaborazione della Rete di Comuni Co.Co.Pa., riceveranno un premio in denaro (rispettivamente di 500, 300 e 200 euro) e avranno la possibilità di essere presenti a Torino nei giorni della Fiera d’arte contemporanea (30 ottobre – 3 novembre) dove, oltre a promuovere le proprie opere, incontreranno altri artisti e galleristi e animeranno laboratori per famiglie. Il trasporto dei dipinti sarà finanziato dalla Walled Off Hotel Gallery, mentre il Co.Co.Pa. (partner che ha gestito questa azione del progetto) insieme alla Città di Torino (con l’Ufficio Cooperazione Internazionale e Pace, l’Ufficio Torino Creativa e il Servizio Arti visive, Cinema e Teatro) garantirà (utilizzando i fondi del progetto NUR) le spese di viaggio, di vitto e di alloggio per i tre artisti.

‘Per la Città di Torino questa iniziativa è un esempio concreto dell’importanza dell’arte nei percorsi di creatività e protagonismo giovanile – dichiara l’assessore alle politiche giovanili, Marco Giusta -. L’auspicio è che il contest rappresenti la prima di molte tappe di un percorso di collaborazione con il museo di Banksy e con tutto il movimento di artisti che questo rappresenta, anche nell’ottica di futuri possibili scambi con Betlemme. Il linguaggio della street art è molto apprezzato nel capoluogo piemontese, come testimoniato dai progetti Murarte, Picturin, B-Art e Toward 2030 Wath Are you Doin. Per questo Torino è la città ideale per dialogare con il Banksy Museum”.

“Let it light!, il concorso di arti visive dedicato a giovani artisti, inserito nel progetto ‘Nur Urban Resources. Energia rinnovabile per Betlemme’ e organizzato con il Walled off Hotel, è la prima tappa della cooperazione culturale di Torino con Betlemme, città che sarà capitale araba della cultura 2020 – sottolinea l’assessora alla Cultura, Francesca Leon -. L’amministrazione, che ritiene fondamentale questa collaborazione, vede nel progetto un’importante testimonianza delle contaminazioni culturali internazionali nelle politiche locali torinesi”.

“Per Paratissima si tratta della prima occasione di collaborazione con la Palestina – afferma Francesca Canfora, direttore artistico di Paratissima -. È stato interessante e arricchente aver avuto l’opportunità di partecipare a questo progetto, visionare dal vivo alla Walled Off Hotel Gallery di Betlemme tutte le opere candidate e conoscere personalmente sia i giovani partecipanti al concorso, sia gli importanti artisti palestinesi che hanno preso parte alla giuria. Sono rimasta piacevolmente stupita non solo dalla padronanza tecnica dei giovani artisti, che hanno scelto perlopiù un medium non facile come la pittura, ma anche dalle reinterpretazioni del difficile tema proposto, ovvero l’energia e la sostenibilità”.

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