Governo: Binetti (Udc), alternativa non può che nascere al centro

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binetti

“Sull’ipotesi di un nuovo soggetto politico al Centro dell’attuale scenario si giocano in questi giorni le grandi manovre dei vari partiti. Perche’ non c’e’ dubbio che, al netto della crisi economica che stiamo vivendo, con i suoi risvolti drammatici, questo governo terra’ finche’ non sara’ pronta un’alternativa credibile. E l’alternativa non puo’ che nascere al centro, recuperando un associazionismo politico frantumato dalle delusioni e dalle scissioni e un assenteismo elettorale cresciuto in questi anni. Ma il contributo piu’ coraggioso dovra’ venire dai partiti centristi, a cominciare dall’UDC e da FI, e da tutti coloro che in definitiva credono fermamente che l’Italia sia un Paese moderato, inclusivo e solidale, legato ai valori della sua tradizione, aperto allo sviluppo, anche tecnologico oltre che sociale. Un paese che non e’ ne’ di destra ne’ di sinistra… tutt’al piu’ e’ di centro-destra o di centro-sinistra. Solo quando avra’ preso forma e sostanza, ne eri inclusi, un nuovo soggetto alternativo all’attuale si potra’ andare a votare con qualche speranza di ottimismo in piu’”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti (Udc), che prosegue: “Grandi convention in questi giorni, ma anche grandi tribunali di condanna. La magistratura e’ chiamata in causa a sinistra con lo scandalo del CSM e l’operazione Lotti e a destra con l’operazione Salvini, accusato di delitti contro l’umanita’. È evidente l’intendimento di generare una volta di piu’ un’antipolitica che allontani gli elettori onesti e moderati dalle urne. Ma se la volta scorsa il M5S ha lucrato sull’ondata di disgusto di molti, che hanno votato per loro come segno di disprezzo verso la politica tradizionale e come cauto ottimismo per quello che si sarebbe potuto fare, ora non sara’ piu’ cosi’. E non si capisce chi potrebbe essere il potenziale vincitore di una nuova chiamata alle urne. Salvini non si illuda di poter essere lui, da solo, l’eroe identificato come salvatore della patria. Il Salvini di oggi puo’ anche apparire ad alcuni, a molti, come un ministro dell’interno che difende i confini della patria, a costo di condannare 42 persone a restare per 17 giorni sotto il sole cocente. Ma non apparira’ mai come il capo di governo forte ed equilibrato, potente e moderato, di cui il Paese ha bisogno… L’Italia non vuole e non ha bisogno di un governo muscolare: siamo la patria del diritto oltre che della solidarieta’; ma difendiamo i diritti, nostri e degli altri, con l’eloquenza della parola e la potenza di argomentazioni logiche, fondate sulla verita’ dei fatti. Salvini sta esagerando e anche se dovesse vincere questa battaglia, i modi e i tempi con cui ha combattuto gli hanno tolto quella autorevolezza di cui un premier ha estremo bisogno per essere riconosciuto come leader del Paese e non solo della Lega…”

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