Grazie al taglio dei parlamentari del Movimento 5 Stelle si risparmieranno 100 milioni di euro all’anno

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parlamento

500 milioni in una legislatura da usare per le nostre scuole, i nostri giovani ed i disabili ad esempio.

Grazie alle Lega di Salvini ne spenderemo 350 di milioni di euro in un mese per fare un referendum su un tema che invece trova largo consenso nel paese.

Il referendum, come ci ha ricordato Alessandro Di Battista è lo strumento più nobile a disposizione dei Popoli per incidere sulla vita politica ma è nobile se a richiederlo è il Popolo stesso, non una cricca di senatori dai “culi” angosciati dal timore di non trovar più poltrone.

In Italia per richiedere un referendum servono 500.000 firme.
Sapete quante firme hanno raccolto i radicali per cancellare il taglio dei parlamentari? 669.
Gli elettori italiani sono circa 50 milioni. Ripeto, contro il taglio dei parlamentari hanno firmato in 669: lo 0,000013% degli aventi diritto.

Ma il referendum si farà lo stesso perché 71 senatori hanno firmato e la Costituzione (ci sono eccome cose da sistemare) gli dà ragione.

È politicamente una vergogna il fatto che un mucchio di senatori possa – in sostanza – andare contro la pubblica opinione costringendo lo Stato a spendere circa 350 milioni di euro per indire un referendum dall’esito sicuro.
Ed è ancora più vergognoso il fatto che le firme necessarie siano state raggiunte solo grazie ad un gruppo di senatori leghisti (evidentemente spinti da Salvini stesso dato che nella Lega nulla si muove senza l’assenso del capitano).

Avete letto bene: indire un referendum costa a noi contribuenti circa 350 milioni di euro. Salvini parla dei poliziotti sottopagati? Con 350
milioni di euro avremmo potuto dare un bonus da 3500 euro ad ogni agente di polizia. Salvini parla di sostegno alle famiglie? Benissimo, in
Italia nell’ultimo anno sono nati circa 430.000 bambini (ogni anno sempre meno tra l’altro). Beh, con 350 milioni di euro avremmo potuto garantire un ulteriore bonus bebè da 813 euro per ogni bambino italiano.

Invece 350 milioni di euro serviranno per un referendum che non vuole praticamente nessuno (669 firme raccolte dai radicali).

Salvini spera che questo giochetto possa portare alle elezioni anticipate.
E’ solo un’ignobile questione di poltrone. Infatti se dovesse cadere il governo prima del referendum sul taglio dei parlamentari noi cittadini eleggeremmo al prossimo giro ancora una volta 945 parlamentari e non i 600 previsti
dalla riforma che è passata alle Camere.

Salvini ha mandato a firmare i suoi galoppini nella speranza che il referendum convinca qualche parlamentare a spingere per le elezioni anticipate proprio per sfruttare un numero maggiore di seggi a disposizione.

Andremo a raccontare ovunque con piacere le motivazioni che hanno portato il Movimento 5 Stelle a tagliare le poltrone davvero dopo anni di annunci; ma andremo anche a raccontare che altri 350 milioni di euro andranno sul conto politico del Papete!!!

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