Guai grossi a Verona: 100 immigrati su 140 positivi. Ma il governo ne vuol far entrare ancora

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migranti

Era ovvio che il business dell’accoglienza agli immigrati avrebbe finito col creare dei guai. Adesso la bomba sanitaria è scoppiata anche a Verona. Come riferisce la rivista Il Primato nazionale, i centri di accoglienza e similari sono delle vere e proprie bombe a orologeria per lo svilupparsi del contagio da coronavirus, ma anche da altre malattie di cui i clandestini sono portatori. Non bastavano i casi di Milano, di Gorizia, del Selam Palce e di Torre Maura di Roma, adesso scoppia un caso anche a Verona. Solo che questo è di dimensioni colossali.
Gli immigrati non vogliono rispettare la quarantena

E’ successo al centro d’accoglienza per richiedenti protezione internazionale e minori in Zai a Verona, situato nell’edificio dell’hotel Monaco, in via Torricelli. A quanto si apprende, sono 100 su 140 “ospiti” gli stranieri positivi al coronavirus. La prefettura ha ordinato il presidio permanente della struttura a opera della Polizia. All’inizio del mese un pakistano era stato portato all’ospedale con forte febbre. Al tampone era risultato positivo, seguito subito dopo da tutti gli altri.

Subito mascherine guanti per gli ospiti della struttura

Tra l’altro, come succede in tutti questi centri di accoglienza, gli immigrati vogliono uscire e rientrare liberamente, non capendo che esistono delle leggi e delle disposizioni. A quanto si apprende, non solo il personale della struttura, ma anche tutti gli immigrati sono stati dotati di dispositivi di protezione, mascherine, guanti, etc. Il problema principale sembra ancora una volta essere quello di convincere gli immigrati, che sono tutti giovani, a non uscire e a rispettare le disposizioni, ma non ne voglioni sapere. Ora si sta valutando di spostare i negativi, ossia i sani, in un’altra struttura, prima che si contagino. Ma rimpatriarli tutti?
Ma il governo continua a voler “salvare” tutti…

La responsabilità di quella che potrebbe essere una catastrofe sanitaria ricade ancora una volta sul governo, che continua a voler accogliere a tutti costi clandestini che arrivano le navi delle ong. Gli immigrati infatti in queste strutture, siano alberghi, ostelli o cantainer, vivono e dormono a ridosso l’uno dell’altro, e il contagio è inevitabile. Come si è visto. Queste strutture di accoglienza non hanno mai badato troppo a igiene e sicurezza, preoccupate come sono di stipare più gente possibile. Più ospiti, più contributi. Insomma, un brodo di coltura ideale per il Covid-19. Diciamo anche che molti di questi immigrati fanno i rider, ossia consegnano merce a domicilio…

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