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Guerra: rafforziamo il Rdc per famiglie numerose e immigrati

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Reddito di cittadinanza:

«Uno degli aspetti più preoccupanti, in uno scenario di crescita molto forte della povertà assoluta, è che aumenta sensibilmente nelle famiglie con la persona di riferimento occupata: significa che sul nostro mercato del lavoro ci sono tante persone che, pur lavorando, si trovano sotto o poco sopra la soglia». La sottosegretaria al ministero dell’Economia, Maria Cecilia Guerra, analizzando i dati Istat sulla povertà, citando un recente studio di Bankitalia, sottolinea come senza i sussidi e le misure di protezione dei mesi scorsi, avremmo avuto numeri ancor più pesanti: «Ora dobbiamo confermare la rete di protezione, calibrando meglio alcune misure per avere il miglior effetto possibile».

L’aumento tanto marcato della povertà assoluta è dovuto solo alla pandemia?

Sicuramente c’è stato un arretramento forte, causato da una situazione contingente pesante. I dati però confermano alcune criticità di fondo. Fra le famiglie che hanno sofferto in modo particolare la pandemia, ci sono quelle con figli, specie minori. Ma è un dato di fatto che anche prima della pandemia nel nostro paese l’incidenza della povertà era già alta anche in presenza di un solo figlio, figurarsi le famiglie numerose. Nel quadro che emerge dai dati sul 2020 ci sono poi sicuramente alcune dinamiche territoriali e legate agli immigrati di cui bisogna tener conto.

Partiamo dalle prime: non c’è più solo una questione meridionale, anche il Nord è in affanno…

Sì, anche perché nel Nord ci sono realtà molto diversificate, dove magari con un certo reddito si è poveri a Milano ma non lo si è in un Comune limitrofo. In linea di massima al Sud è peggiorata una situazione già cronica di incidenza notevole della povertà, mentre nel Nord si è registrato un calo allarmante, con tante persone che hanno visto peggiorare le loro condizioni in questi mesi e sono passate dall’essere poco sopra a finire al di sotto della soglia di povertà assoluta. Dobbiamo confermare e potenziare le misure esistenti di contrasto agli effetti della crisi indotta dal Covid per favorire un rimbalzo post-pandemia.

Gli immigrati rischiano di pagare il prezzo più alto di questa crisi?

Nelle famiglie con stranieri l’incidenza della povertà è molto più alta (attorno 25,7% contro il 6%) e questo è un problema serio, anche se con la crisi la povertà è cresciuta relativamente di più nelle famiglie non di stranieri. Il reddito di cittadinanza è penalizzante per i cittadini non comunitari, perché li ammette tra i beneficiari solo se in Italia da almeno 10 anni. Si tratta di un requisito assurdo, sbagliato e da cambiare. Non a caso nel Rem non è stato previsto.

Come propone di modificare il Rdc?

Va rivisto con due correttivi principali. Il primo intervento, appunto, è togliere il requisito dei 10 anni per gli immigrati ammettendo chiunque abbia un permesso di soggiorno di lungo periodo. L’altra correzione fondamentale è quella di ricalibrare i parametri affinché il Rdc non sia penalizzante per le famiglie con più figli. Anche per evitare che molti minori crescano in condizioni di difficoltà in partenza da cui è difficile uscire in futuro.

La crisi impone interventi rapidi su indennizzi e ristori, in particolare per alcune categorie come gli autonomi. Quali sono i tempi?

Sta per uscire un nuovo decreto, al massimo entro la prossima settimana, che darà sostegno alle attività produttive e alle famiglie in difficoltà. Si riproporrà la misura del Reddito di emergenza, verrà rifinanziato il Rdc e verranno confermati i sistemi di protezione del lavoro (compresa la cassa in tutte le sue declinazioni). Il governo avrà sicuramente attenzione per gli autonomi, una categoria particolarmente colpita, perché c’è idea di intervenire a sostegno di tutti soggetti a partita Iva. È ancora presto però per parlare di cifre.

I congedi parentali verranno rifinanziati?

È un aspetto che non si può ignorare, al ministero del Lavoro si sta lavorando per fornire risposte adeguate sui congedi parentali e i bonus baby sitter, che vanno confermati come alternativi. Del resto, andiamo incontro a una situazione dura con la chiusura delle scuole e cercheremo di produrre il massimo sforzo per andare incontro alle esigenze di lavoratori e famiglie.

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