I Comuni fanno di testa loro e commettono un grave errore

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tratto da “L’ultima fila in alto”

Prossimamente uscirà “L’ultima fila in alto”, narrazione autobiografica di Gianluca Bordiga. Con questo libro l’autore racconta in una parte di sintesi gli episodi di gioia e di strazio della sua famiglia d’origine, e nell’altra parte la sua passione per l’impegno pubblico. Un episodio della narrazione ripercorre i gravi errori commessi nuovamente dai Comuni del Lago D’Idro quando dopo il successo del movimento popolare nella primavera del duemilasette i Comuni stessi, capitanati dal Sindaco di Bagolino, vollero muoversi autonomamente e sbagliarono ancora. Il Sindaco chiamò al telefono Gianluca, cercando di suscitare in lui una voglia di vendetta verso chi ha compiuto il ribaltone nel Coordinamento, gli parla dell’accordo tra i Comuni e la Regione, gli dice che sta trattando direttamente col Presidente Formigoni, gli propone di entrare in quell’accordo con la nuova associazione Amici della Terra Lago D’Idro Valle Sabbia a rappresentare il movimento popolare. Gianluca prende tempo, serve capire i contenuti dell’accordo prima di dire un si o un no, ma il Sindaco non gli anticipa quei contenuti, cerca di compromettere Gianluca, al che Gianluca chiama la signora Sindaco di Idro, la quale gli dice ”Gianluca non so cosa fare, sono qui chiusa nel mio ufficio e sono indecisa”. Ma il testo completo dell’accordo non è ancora disponibile al pubblico, lo conoscono solo i Sindaci e la Regione. Un giorno si viene a sapere che sono stati i Sindaci a chiedere un accordo alla Regione. La notizia non piace all’associazione Amici della Terra, si sente aria d’imbroglio, e in ogni caso andare a chiedere un accordo dopo la vittoria popolare dell’anno precedente è indice di debolezza. Finalmente i Sindaci informano la propria gente che l’accordo prevede la realizzazione di una nuova galleria idraulica di svaso del Lago, sarebbe una terza galleria idraulica in un Lago naturale d’origine glaciale; spiegano poi che andrebbe a sostituire quella attuale e non agibile degli agricoltori, ma la portata sarebbe oltre cinque volte quella attuale, porterebbe via dal Lago fino a 320 metri cubi al secondo e viene motivata come necessaria per la sicurezza del Lago stesso perché la galleria antica non è più agibile ormai da tanti anni. Le associazioni del movimento popolare fanno presente che negli anni ’90 sono stati spesi 10 miliardi per vari interventi di manutenzione di quella galleria degli agricoltori, ma invano perché non è mai arrivata ad essere collaudata. O forse c’era chi confidava nel mancato collaudo? Perché forse sullo sfondo c’era già questo attuale progetto? Il movimento popolare inizia a sospettare. A un certo punto il Comune di Lavenone, il primo Comune sub lacuale, dato che la nuova galleria avrebbe sbocco nel suo territorio chiede di entrare nell’accordo, è evidente che gli interessa solo di poter dividere la torta delle opere cosiddette compensative, ovvero i soldi che arriveranno. La Regione accetta, da quel momento l’amministrazione comunale di Lavenone, guarda un po’, manifesta ostilità verso il movimento popolare; nel movimento popolare ora c’è anche la nuova associazione Amici della Terra Lago D’Idro Valle Sabbia, costituitasi nel novembre duemilasette. Alla nuova associazione Amici della Terra non piace questo accordo e pubblicamente si dichiara contraria. Ma il cinque agosto duemilaotto, a Milano, i tre Comuni lacustri della sponda bresciana ai quali s’è aggiunto il Comune di Lavenone firmano l’accordo, non danno retta alla intransigente opposizione dell’intero movimento popolare rappresentato dal nuovo Coordinamento delle Pro Loco e dalla nuova associazione Amici della Terra. Sono andati a Milano a firmare, lontani dal loro territorio, dalla loro gente. Quell’accordo, infatti, come si temeva, già dopo pochi mesi dalla firma consente alla Regione di modificarne il progetto preliminare e la realizzazione della soglia di garanzia a metri 367 sull’idrometro di Idro sparisce dal progetto; non c’è più la garanzia del deflusso minimo vitale sulle uscite artificiali del Lago.

Aruspex

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