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Il 29 Marzo dovremo andare a votare

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parlamento

Si terrà il referendum per decidere se confermare o meno la riduzione del numero dei parlamentari, che noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo fatto approvare con legge: da 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori. Seicento parlamentari in totale contro i 945 di adesso. La votazione sarà valida anche se dovessero votare pochi cittadini. Per i referendum costituzionali infatti non c’è quorum.
Molti si sono schierati contro la riduzione delle poltrone. Anche i giornali e tutta l’intellighenzia italiana, ora scrive che la democrazia è a rischio. Non facciamoci prendere in giro. Giocano con le parole per distorcere la realtà.

Io sono Angela Raffa, sono una parlamentare, deputata alla Camera e se mi seguite qualche minuto vi spiego l’ennesima presa per i fondelli che vogliono rifilarci.

Ci dicono che è a rischio il principio di rappresentanza dei cittadini italiani, che ci sarebbero troppi pochi parlamentari ogni 100 mila abitanti.
Non è così.
L’Italia è il paese europeo che elegge il maggior numero di parlamentari. Punto, inutile girare la frittata.
Loro giocano sulla semantica. Parlano di Paesi come la Germania che ha un numero di deputati più alto rispetto all’Italia: 709. Dimenticano di dire però che hanno solo 69 senatori, molto meno dei nostri 315. Inoltre la Germania ha 82 milioni di abitanti, noi siamo 60 milioni.
Il parlamento è formato da Camera e Senato e non solo da deputati.

Un altro esempio che fanno è quello dell’Inghilterra perché nel parlamento inglese sono 1442. In realtà il Regno Unito non è un bicameralismo perfetto. La Camera dei Comuni ha 650 membri. I restanti 792 appartengono all’antica camera nobiliare dei Lord, ne fanno parte pure i vescovi e gli arcivescovi. Non vengono eletti, sono membri a vita, alcuni ereditari. Non prendono stipendio, non votano la fiducia al governo (quindi non possono fare nascere o mandare a casa un governo e non determinano chi vince o perde le elezioni). Non votano per tutte le leggi e non possono nemmeno fare ritardare i lavori parlamentari oltre certi limiti prestabiliti. Molti Lord, poi, non partecipano quasi mai alle sedute.

Un’altra colossale presa in giro è quando fanno il confronto con i dati medi dei Paesi UE. Non ci dicono che i Paesi in cima alla classifica di rappresentatività sono Lussemburgo, Malta, Cipro, Slovenia, Lettonia, Estonia, Lituania… Si tratta di stati piccoli, come si possono confrontare all’Italia? In quei paesi non esistono neanche i consigli regionali.

La verità incontestabile è che l’Italia è il paese che elegge il maggior numero di parlamentari e poi consigli regionali, provinciali, comunità montane, circoscrizioni, comuni, consorzi e chi più ne ha più ne metta. A numero di poltrone non ci batte nessuno.

Ci prendono per imbecilli. Ma veramente pensano che noi cittadini siamo così stupidi? Dopo la riforma diventeremo i sesti in Europa per numero di parlamentari e siamo la quinta nazione per popolazione. Eh si, ci supererebbe la Spagna con 616 parlamentari contro i nostri 600 (la Russia ne ha 620, negli Stati Uniti sono 535). Meglio restare con i 945 attuali: molto meglio essere quinti per popolazione, ma primi per numero di poltrone. Sono belle soddisfazioni per i cittadini italiani.                                                      Angela Raffa

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