Il Belgio si conferma frammentato e cartina tornasole delle dinamiche europee

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print
Vlaams Belang chairman Tom Van Grieken delivers a speech at the post-election meeting of Flemish far right party Vlaams Belang, in Londerzeel, Sunday 26 May 2019. Belgium had regional, federal and European elections on Sunday. BELGA PHOTO JONAS ROOSENS

l 21 dicembre scrivevo su Atlantico della crisi del governo belga. Il primo ministro Michel vide sgretolarsi la sua maggioranza a causa del suo appoggio al Global Compact, il documento Onu sull’immigrazione. La fine del governo di Bruxelles era l’inizio della campagna per le europee. Domenica con il voto anticipato, congiuntamente a quello per il Parlamento europeo, si è chiuso il cerchio… o forse no.

Gli elettori del Belgio sono stati chiamati a rinnovare la composizione dei 150 seggi della Camera dei Rappresentanti. Il Paese si conferma frammentato politicamente e geograficamente. Al primo posto con il 16 per cento e 25 seggi troviamo la Nuova Alleanza Fiamminga di Bart De Wever. I conservatori delle Fiandre, fautori della caduta del governo Michel, hanno perso voti e seggi ma si confermano primi e centrali nello scenario politico belga. Difficilmente si riuscirà a formare un governo senza di loro. Seconda forza del Paese (12 per cento, 18 seggi) è la destra del Vlaams Belang, fiamminga, separatista e fortemente euroscettica. Al Parlamento europeo saranno nello stesso gruppo di Salvini e Le Pen. Il leader Tom Van Grieken ha raccolto un record di voti e seggi. Se sentiremo parlare di fantomatiche “onde nere” anche in Belgio sarà per colpa di questo straordinario risultato… Terzi sono i socialisti dell’eterno Elio di Rupo (9,5 per cento, 12 seggi), primi tra i partiti valloni, quelli di lingua francese. Tra le sinistre ottimo risultato del partito dei lavoratori, forza comunista presente in entrambe le entità territoriali. I due partiti liberali, quello fiammingo e la controparte vallona di Charles Michel, hanno insieme 26 seggi mentre i due partiti cristianodemocratici ne hanno 17, con un crollo di meno 5 seggi per la compagine di lingua francese. Anche in Belgio crescono i Verdi, il partito vallone Ecolo ottiene 13 seggi mentre il Groen fiammingo 8. I socialisti delle Fiandre hanno preso 9 seggi, chiude la lista il partito liberale di Bruxelles, DéFI, con 2 seggi.

Dalla distribuzione dei seggi si comprende come il Belgio e il suo Parlamento siano compositi e realmente suddivisi in più parti. Sarà complicato trovare una maggioranza. Le forze tradizionali ed europeiste non hanno i numeri per governare. Liberali, democristiani e socialisti arrivano al massimo a 74, meno due seggi dalla maggioranza assoluta. Per provare a governare l’ex premier Michel (o chi per esso) potrà seguire due strade: cercare di allargare la grande coalizione ai Verdi o tentare di riproporre ai conservatori della N-VA un patto di governo. Se la prima ipotesi, seppur difficile, potrebbe avere sbocchi e futuro, la seconda pare impervia. A De Wever e i fiamminghi conviene tornare al governo con gli stessi partiti con cui hanno rotto a dicembre? E la stessa domanda si può porre a parti invertite. La N-VA lascerebbe spazi enormi a Van Grieken se partecipasse ad un altro governo. Oltretutto non si può tralasciare il risultato delle Fiandre, il dilagare dei sovranisti e separatisti del Vlaams Belang (e va ricordato che la Nuova Alleanza Fiamminga, seppur con toni più moderati, si pone sulle stesse posizioni) è rilevante sia per la tenuta dell’unità territoriale del Belgio sia per il segnale chiaro mandato a Bruxelles, non solo come capitale ma soprattutto come centro decisionale dell’Unione europea. E molti fiamminghi, proprio nella regione di un eurolirico per eccellenza come Guy Verhofstadt, hanno espresso scetticismo nei confronti delle istituzioni comunitarie. Questa situazione di polarizzazione e incertezza potrebbe portare a lunghe trattative e, proprio per questo, il cerchio non si è ancora chiuso e non si chiuderà tanto facilmente.

Il Belgio si conferma quindi cartina tornasole di tutte le dinamiche europee. Infatti troviamo le rivendicazioni territoriali e il separatismo, l’inesorabile avanzata delle forze sovraniste ed euroscettiche, la crescita dei Verdi, la fragile tenuta dei partiti tradizionali… Ed ultima ma fondamentale: la rischiosa ostinazione di pensare alla riproposizione di schemi vecchi e passati, come potrebbe accadere in seno al PE, che vedono la sistematica esclusione dei sovranisti dai governi e l’alleanza tra cristianodemocratici, liberali e socialisti utile solo a mantenere posizioni di potere e status quo, e a prendere metaforici schiaffoni dagli elettori nei successivi appuntamenti elettorali. Perché anche i belgi si potrebbero stufare della solita “minestra riscaldata” e al prossimo giro la scossa potrebbe essere ancora più forte, ma con una variabile in più: potrebbe esserlo così tanto da dividere il Paese, definitivamente e non più metaforicamente.               fonte http://www.atlanticoquotidiano.it/quotidiano/il-belgio-si-conferma-frammentato-e-cartina-tornasole-delle-dinamiche-europee/

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print

Ti potrebbero interessare

CODACONS: SU INFLAZIONE PESA CROLLO CONSUMI MA E’ CARO-VACANZA. PREZZI

cacciari

Caro Massimo Cacciari, vivido intellettuale, coscienza (molto) critica di una

Il nuovo coronavirus è un’ottima occasione per riorganizzare lo sfruttamento

CODACONS: GIUSTIZIA “FAI DA TE” NON E’ SOLUZIONE. SCUOLE ATTIVINO

L’articolo 96 della Legge di Bilancio depositata e già in

Martedì 7 Maggio ore 18.30 Concept Hotel Horti 14, via

Chiudi il menu
ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish
Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, accetti l’uso dei cookie.