Il coronavirus arriva in America e spegne New York

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Si abbassa temporaneamente il sipario sulla rumorosa ed eclettica Broadway, di seguito alle misure di sicurezza dovute all’emergenza

Il palco è vuoto, la musica e le parole di numerosi artisti hanno smesso di echeggiare tra le fila di poltrone rosse dei numerosi teatri che si trovano nella città dei sogni. Broadway si è spenta. Tutti gli spettacoli sono stati sospesi, fino al 13 aprile, per evitare assembramenti. Rinviato anche uno degli eventi di moda e cultura più attesi dell’anno ovvero il Met Gala 2020 i cui co-chair quest’anno sono Anna Wintour (direttrice di Vogue), Nicolas Ghesquière (stilista francese e direttore creativo di Louis Vuitton), Lin-Manuel Miranda (noto per la sua partecipazione ai musical In The Heights ed Hamilton), Meryl Streep (attrice di fama mondiale, 21 volte candidata all’Oscar) ed Emma Stone (vincitrice del premio Oscar nel 2017 come protagonista nella pellicola cinematografica “La La Land”).
Arrivederci, Broadway: una perdita economica disastrosa

Il coronavirus può essere definito come un nemico silenzioso, che si muove velocemente e che dietro di sé lascia una scia di desolazione e terrore. Oltre ad aver portato un sostanzioso e faticoso lavoro al sistema sanitario, ad aver interrotto la nostra quotidianità e ad aver influenzato le nostre interazioni umane e sociali, ha posto fine, temporaneamente, alla nostra fantasia chiudendo le porte alla cultura e allo spettacolo. La chiusura di Broadway è simbolica ed avrà un forte impatto a livello economico all’ interno del settore: oltre 100 milioni di dollari potranno essere considerati persi. Broadway rappresenta una grandissima risorsa economica per lo Stato di New York: pensiamo semplicemente agli amanti del teatro che nel recarvisi non impiegano semplicemente risorse temporali ed economiche per lo spettacolo in sé ma anche per le cene, i taxi e, se sono visitatori stranieri, anche per hotels e shopping. Solamente lo scorso anno, il teatro statunitense aveva attratto ben 14 milioni e mezzo di persone, apportando un forte contributo all’economia della città. Se per molti settori produttivi lo smart-working può essere una soluzione ottimale in momenti di emergenza come questo, per il settore teatrale è difficile fare altro che attendere: il potere di queste performance sta nel loro essere live, una visione virtuale non potrebbe essere possibile poiché andrebbe a negare l’essenza stessa delle performing arts.
Il coronavirus arriva in America e spegne New York
Il Met Gala viene rimandato

Il coronavirus non ha colpito solamente il mondo dello spettacolo poiché è andato a impattare notevolmente anche sul settore della moda. Infatti, un altro evento che, sfortunatamente, non si svolgerà è il Met Gala 2020. Il Costume Institute Gala, detto anche Met Gala, è un evento annuale di raccolta fondi a beneficio del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York (che come tutti i musei è stato chiuso vista la situazione di emergenza) a cui prendono parte numerose celebrità del mondo dello spettacolo. Ogni anno viene dato un tema a cui gli invitati devono attenersi: il risultato sono abiti che possono essere definiti delle vere e proprie performance (iconica la scelta di Lady Gaga, del 2019, di mettere in scena un piccolo show in quattro atti mostrando quattro abiti diversi). Il tema di quest’anno sarebbe stato About Time: Fashion and Duration e l’evento era previsto per il 4 maggio 2020. Sfortunatamente, data la chiusura del Metropolitan Museum of Art, sono stati annullati tutti i suoi programmi ed eventi fino al 15 maggio tra cui, dunque, il Met Gala, rinviato a data da destinarsi. Dovremo, dunque, attendere ancora a lungo per vedere sfilare in passerella le nostre celebrità preferite con abiti eccentrici e stravaganti. Pablo Picasso disse “L’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità” e ora che più che mai che siamo avvolti dalla nostra routine, attendiamo il ritorno delle luci e dei sipari.

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