Il discorso di Conte

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189 Il discorso di Conte

Io abito a Trieste, e tutti noi triestini conosciamo bene Lino Carpinteri e Mariano Faraguna, due scrittori che ci hanno allietato per tanti anni con le loro storie, le “Maldobrie”: questo è il nome col quale sono stati pubblicati tanti episodi ambientati in un mondo e una cultura di un centinaio di anni fa. In una di queste maldobrie si racconta di un visitatore notturno passato nell’osteria di Pillepich. Pillepich era un vecchio marinaio che in seguito a un incidente aveva perso la gamba e con i soldi dell’assicurazione aveva comprato un’osteria alla quale aveva dato nome “Il Vapore”, così quando un uomo diceva alla moglie di andare al vapore, lei pensava che lui andasse perché si trova sempre un motivo per far festa, e tutti brindavano allegramente, quando capita un visitatore al mare a vedere le navi, mentre invece era nell’osteria di Pillepich. Ma veniamo alla nostra storia: in una sera come tante altre si stava festeggiando con Pillepich qualcosa, del quale non sappiamo nulla, ma che aveva bisogno di andare a dormire perché stanco del viaggio. Il visitatore chiede di poter avere una stanza, Pillepich gli risponde affermativamente però gli dice che a causa del dolore lui avrebbe dormito fino a tardi quindi si fa pagare subito 10 corone e così il visitatore la mattina dopo sarebbe stato libero di andarsene. Pillepich, contento dell’incasso, si ricorda di avere un debito col fornaio Bertoto che gli forniva il pane: passa subito nel negozio vicino a consegnare le 10 corone al fornaio, saldando così il suo debito. Però il fornaio appena ricevuti questi soldi si ricorda di avere anche lui un debito di 10 corone col maestro Sablich, che dava ripetizioni a suo figlio, e va subito a pagare il suo debito approfittando di questa inaspettata entrata. Ma anche il maestro aveva un debito. Infatti si era fatto confezionare un bel vestito dal sarto Pende: corre a pagare il suo debito… dobbiamo tener presente che nei piccoli paesi non sempre si paga subito tutto, specialmente all’epoca dell’episodio. A questo punto il sarto si ricorda di non aver pagato al muratore Jose la costruzione di un camerino in muratura per le prove degli abiti dei clienti: va subito a consegnare il biglietto di 10 corone al muratore, che ne approfitta per andare da Pillepich sia per pagare un suo vecchio debito, sia per fare una bella bevuta, e così il biglietto ritorna in mano dell’oste. A questo punto ai precedenti avventori di Pillepich si sono aggiunti anche il fornaio, il maestro, il sarto e il muratore, felici di essere stati pagati e di aver saldato il proprio debito.
Purtroppo però la confusione fa svegliare il visitatore notturno di cui sopra, il quale, arrabbiato di non riuscire a chiudere occhio, scende giù, vede Pillepich con il suo biglietto da 10 corone in mano, glielo riprende e tutto arrabbiato se ne va, mentre nell’osteria si continua a festeggiare.
Questo episodio che mi ricordo di aver letto tempo fa nelle Maldobrie mi è venuto in mente oggi ascoltando il discorso del nostro premier Conte, che ci dice che dobbiamo avere tanta cautela nell’affrontare la nuova vita, però se avremo questa cautela, ce la faremo a passare questo brutto periodo. Tante attività sono in difficoltà, ma io penso che se col nostro biglietto di 10 corone andiamo a fare il primo acquisto e poi chi avrà ricevuto da noi questa banconota andrà a fare un altro acquisto, allora pian piano riprenderemo a lavorare tutti e saremo ancora sereni come prima di questa brutta storia. Me lo auguro proprio.

Giorgio Dendi

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