Il Governo spagnolo approva la “tassa su Google”

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Il governo spagnolo ha approvato l’introduzione della cosiddetta “tassa su Google” nei confronti del colosso tecnologico statunitense, riferisce il giornale El Pais.

Il ministro delle Finanze spagnolo María Jesús Montero ha comunicato che i redditi delle compagnie tecnologiche derivati dalle attività pubblicitarie ed intermediarie sul territorio del Paese saranno sottoposte ad una tassa del 3%. Si tratta di compagnie come Amazon, Facebook, Apple e Google.

Secondo le previsioni del governo, tale imposta genererà un introito per l’erario pari a 968 milioni di euro in più, anche se le previsioni preliminari lo stimavano di 1,2 miliardi di euro.

Ora la mozione sulla tassa digitale dovrà essere approvata dal parlamento. Il ministro delle Finanze ha osservato che i primi pagamenti dovranno essere effettuati il 20 dicembre 2020. Dopo aver fatto il primo pagamento, i colossi tecnologici statunitensi dovranno versare importi necessari ogni trimestre, ovvero tre volte all’anno.

Le autorità spagnole non hanno rinunciato all’iniziativa di introdurre la tassa digitale, nonostante la posizione degli USA. Nel luglio 2019 giornale El Mundo ha riferito che il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Robert Lighthizer ha avvertito i paesi che hanno intenzione di introdurre la tassa digitale, tra cui anche la Spagna, che “il presidente Trump risponderà molto duramente alla pressione fiscale che discrimina criminalmente le società americane”.
Dazi di Trump vs Tassa digitale

Lo scorso 11 luglio la Francia ha introdotto una tassa del 3% per i colossi digitali i cui ricavi internazionali superano €750 milioni e €25 milioni in Francia. Nel mirino di questa iniziativa sono finiti anche i colossi digitali statunitensi come Google, Facebook, Apple, Amazon e altre società.

Donald Trump non ha esitato a preparare una risposta a tale mossa della Francia. In un suo tweet il presidente statunitense aveva fatto capire che si sarebbe trattato di imposte sul vino francese.

Gli USA hanno annunciato nel mese di ottobre dazi sui prodotti europei di valore pari a $7,5 miliardi. Oltre al vino francese nella lista delle merci tassate dagli USA ci sono anche whiskey scozzese, Emmenthal svizzero, nonché parmigiano, grana, provolone, pecorino e prosciutto.

Il Segretario del Tesoro statunitense Steven Mnuchin, parlando al World Economic Forum di Davos nello scorso gennaio ha affermato che l’Italia e la Gran Bretagna “si troveranno di fronte alle tariffe del presidente Trump” se introdurranno la digital-tax

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