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IL MALEDETTO COSTO DEL DEBITO PUBBLICO

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Questa è la grande occasione per liberarsene per sempre, sono decenni che ci fottono con gli interessi sul debito.
Nel giro di qualche giorno nessun paese del mondo sarà più “affidabile”, secondo gli attuali parametri, quindi bisogna finalmente battere i pugni sul tavolo e riscrivere gli accordi una volta per tutte.
Non esistono economie buone o cattive, esistono regole che di volta in volta si sono “appoggiate” all’esistente, penalizzando alcuni paesi e dando vantaggi competitivi inaccettabili e (talvolta) truffaldini ad altri.
L’Italia non potrà in nessun caso, da adesso in poi con assoluta certezza, pagare la quota d’interessi che ogni anno viene richiesta dal mercato.
Per chi ha mangiato senza sosta grazie al nostro debito pubblico (soprattutto generato nel passato) il messaggio deve arrivare chiaro: E’ FINITA!
Ora le cose sono due: o si trova il modo di formulare altre regole a livello internazionale, oppure bisogna smettere subito di emettere nuovo debito e smettere subito di rimborsare l’esistente, si fissa un tasso per tutti (non superiore allo 0,5%) e se si vuole salvare il capitale bisogna sottostare alle regole che l’Italia può stabilire in maniera unilaterale e d’imperio in qualsiasi momento, dato che il debito è Sovrano e non dipende da organismi internazionali.
Successivamente si potrà stabilire un “piano di rientro” di 50/70 anni sulla base dell’andamento economico anno per anno, in modo che i detentori del nostro debito possano avere soddisfazione, negli anni e con calma, continuando a riscuotere solo e soltanto un tasso fisso sicuramente e sempre inferiore allo 0,5%, senza mai emettere nuovo debito ma soltanto rimborsando l’esistente.
Tutte le grandi rivoluzioni e le riforme epocali sono nate sempre con qualcuno che sbandierava alla grande l’impossibilità di realizzare il cambiamento, per cui suggerisco di concentrarsi sulla realtà che stiamo vivendo e sulle possibili soluzioni e innovazioni che tutto questo potrà portare a noi tutti.

Valente Chieregato
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