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IL NUOVO PIANO UE SUI MIGRANTI NON FACCIA RIMPIANGERE DUBLINO

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migranti

NO A NUOVE LESBO E FINTA SOLIDARIETÀ
La buona notizia è che la Commissione europea ha mantenuto l’impegno di cancellare il regolamento di #Dublino e presentare una riforma delle leggi Ue sulla migrazione che mira a ridurre i tempi burocratici per i richiedenti asilo e a promuovere una maggiore cooperazione con i Paesi extra-Ue. Sono questi i 2 punti che mi convincono di più del nuovo Piano su migrazione e asilo presentato ieri dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Purtroppo, restano tanti, troppi punti ancora aperti e sui quali daremo senza dubbio battaglia in Parlamento.
👉 Innanzitutto, la questione della #solidarietà: il Piano prevede l’obbligo da parte dei Paesi Ue di aiutare quelli di primo approdo, come l’Italia o la Grecia. Solo che questa solidarietà è flessibile: la Germania, per esempio, può scegliere di aiutare accogliendo una quota di rifugiati o occupandosi dei rimpatri di chi ha chiesto l’asilo ma non l’ha ottenuto. Sembra qualcosa di nuovo, ma nella realtà pratica questo meccanismo rischia di ripetere quanto già visto finora: innanzitutto perché prima di stabilire chi è rifugiato e chi invece va rimandato indietro, passano mesi. E questo inevitabilmente comporterà, nei periodi di picchi dei flussi, la nascita di veri e propri centri di detenzioni ai confini dell’Europa. Lo stiamo vedendo a Lesbo e se è quello il modello, questo Piano non avrà mai il mio voto.

👉In secondo luogo, i #rimpatri, per essere efficaci, richiedono tempo, diplomazia e rispetto dei #dirittiumani: lo abbiamo visto con la Tunisia, che di certo è tra i Paesi più moderati con cui aprire questo tipo di cooperazione: è facile dire rimandiamoli indietro, ma se poi si tratta di un tunisino LGBT che in patria rischia fino a 3 anni di carcere perché LGBT, cosa facciamo? La legge sull’asilo si sospende? Anche in questo caso, il Piano della Commissione è troppo vago.

➡️Senza chiarimenti su questi punti, il rischio è di creare dei campi #profughi lungo i confini d’Europa dove i diritti umani vengono sospesi. Migliorare le procedure di prima accoglienza e di rimpatrio deve essere un obiettivo da raggiungere nel tempo (e ce ne vorrà). Non è qualcosa che si ottiene da un giorno all’altro per decreto. Ecco perché nell’immediato serve un meccanismo obbligatorio di solidarietà che riguardi l’accoglienza dei migranti che sbarcano in Europa, non solo di coloro che hanno ottenuto l’asilo, che è una minima parte.

Ogni Stato Ue deve prendersi la propria quota di migranti a stretto giro dopo il loro arrivo, in modo da evitare nuove Lesbo, o nuove Lampedusa. È quello che come Movimento 5 Stelle chiediamo da anni. È ora di farlo. Purtroppo, dovremo lottare contro le resistenza dei vari Orban e Kurz, di Polonia e destra tedesca. Guarda caso gli alleati e gli amici di Salvini e Meloni in Europa.

MoVimento 5 Stelle Europa

Rosa D’Amato – Europarlamentare
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